Di avere di nuovo un cucciolo tra i piedi se ne parlava già da tempo, ma ogni volta l’argomento finiva a decantare nella stessa sottocartella di quel viaggio alle Mauritius che io e Andrea faremo “quando potremo e avremo l’occasione”, cioè mai.
Per cui che Porzia arrivasse davvero, per giunta nel giro di poco, non se l’aspettava nessuno.

Di sicuro non Olena, che una volta sistemate le Idrovore a distanza di sicurezza, tutto pensava tranne di dover vestire i panni della mamma adottiva fine pena mai.
Men che meno il povero Ulisse il quale, già provato nella mente e nel corpo dalle angherie inflittegli dalla figlia (di Satana), visto l’andazzo e saggiata l’incapacità della piccola di distinguere tra testicoli e mammelle, pochi giorni dopo averla conosciuta ha preferito passare a miglior vita prima che le cose prendessero una brutta piega.

Ma alla fine eccoci qua, con un pezzo di cuore in meno ed una scintilla di luce in più a guidarci lungo la strada, pronti a scrivere il primo capitolo tutto al femminile della nostra avventura braccofila, colmi dell’entusiasmo che solo una nuova vita sa portare con sè e, devo ammettere, anche di tanta curiosità.

Allevata con competenza da Denis Conzato presso l‘Allevamento di Cascina Laghetto, la piccola Porzia è infatti il primo Bracco Italiano dopo vent’anni a mettere piede in questa casa nonostante non abbia niente in comune con le linee di sangue alle quali siamo più affezionati, quelle di Rosco di Montericco e Ulisse di Casamassima, e in generale non discenda dai nostri cani – anche se a dirla tutta condivide una nonna/bisnonna con Olena, ma ci guardiamo bene dal farglielo sapere!

In compenso nel suo Pedigree compaiono quelli che sono stati alcuni dei cani più rilevanti della braccofilia moderna – da Xeres delle Terre Alliane a Pepe dei Sanchi passando per i bracchi di Cascina Laghetto e delle Crode fino ad Indian e Archimede di Cascina Croce – per cui siamo impazienti di toccare con mano il frutto di una selezione così prestigiosa e diversa nella sostanza da quella che ormai conosciamo come le nostre tasche.

Non che mi aspetti di vederle spuntare le ali e prendere quota tipo elicottero, ma se anche dovesse accadere non farebbe alcuna differenza.
Perchè ormai ne siamo follemente innamorati.

A colpirci subito di Porzia – quando ancora non portava il nome di un’eroina Shakespeariana e poteva sognare di essere chiamata, che ne so, Brina – è stata la personalità spumeggiante, per non dire sfrontata, per non dire dinamitarda di cui avevamo bisogno perchè facesse il paio con quella di Olena, andando a costituire le nuove B.R. (Bracche Reggiane), terrore e spauracchio della selvaggina onesta e per bene.

Ci è bastato caricarla in auto alla volta di casa, per capire che in quel saccottino bianco e marrone oltre alla dinamite c’era molto di più.
E parlo dei gas tossici che ha emesso da ogni orifizio conosciuto per tutto il (grazie a dyo breve) viaggio, svoltosi con la fortunata possibilità di tenere i finestrini totalmente abbassati o saremmo dovuti tornare a prenderla in motorino.

Arrivati con l’olfatto compromesso, ma tutto sommato sani e salvi, ci siamo goduti in disparte il momento delle presentazioni tra bracchi, tenutosi all’insegna dell’ilarità generale, forse perchè tutti convinti che il giorno dopo così com’era venuta, quella simpatica canaglia se ne sarebbe andata.
E invece La Porzi è rimasta, Olena è diventata una bambola di pezza e Ulisse il vecchietto scorbutico che si affaccia alla finestra per farti presente che questo e quello non si fanno, per poi ritirarsi bofonchiando che ai suoi tempi certe cose non succedevano.

Sono stati giorni bellissimi.
Consideriamo una grande fortuna che per un attimo le strade di Porzia e Ulisse siano riuscite ad incrociarsi e che Olena non sia rimasta sola neanche un giorno.
Anche se a volte la guardo e sospetto che un pò di tranquillità non le sarebbe dispiaciuta.
Perchè nel trambusto di chi viene e di chi va, lei è quello che resta, un’àncora inamovibile che si adatta ad ogni situazione senza perdere l’equilibrio o abbandonarsi alla gelosia ma prendendosi cura della cucciola, che dopo la morte di Ulisse percepisce davvero come sua da educare e proteggere, alla luce di una consapevolezza e una maturità che non la caratterizzavano e che si sono risvegliate in lei nel tempo di una notte.
Ancora una volta ci ha resi profondamente orgogliosi e felici di averla accanto a noi.

In lei Porzia ha trovato il suo centro di gravità permanente.
Ogni occasione è buona per saltarle addosso a tradimento, camminare nella sua ombra e imitarla in tutto, questo senza che la venerazione che nutre nei suoi riguardi ne influenzi le decisioni e gli atteggiamenti.
Nonostante abbia solo 5 mesi infatti, La Porzi si propone già col piglio di una cagnolina fatta e finita: indipendente, coraggiosa davanti all’ignoto, molto sicura di sè ma allo stesso tempo docile, equilibrata e affettuosissima con tutti.
Ciliegina sulla torta, la sua vivace intelligenza abbinata ad una grande predisposizione al lavoro, che noi abbiamo cavalcato con gioia, partendo dall’innato e commovente riporto alla mano e buttandole lì qualche comando di base come Seduta, Ferma e Pipì che lei come una spugna ha compreso e fatto suoi in pochissimo tempo.

Ovviamente non ci facciamo illusioni.
Sappiamo benissimo che il bello deve ancora venire e che un enfant terrible oggi, significa sudore e bestemmie domani.
Ma siamo pronti a correre il rischio, perchè ne vale sempre la pena.
Dopotutto è così che si cade, è così che si cresce, è così che si vive.
Preparandoci al nostro domani.
Che è femmina, senza paura e non vede l’ora di cominciare.






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