Chiattona e felice

Ma non parliamo di me.
Ogni tanto capita che io ricordi di avere un blog, quando ciò accade dedico parecchio tempo a spulciare le statistiche, questo soprattutto perchè – essendo nient’altro che una desperate portinaia – mi piace saperne di più su chi mi legge.
Non che Analytics mi conduca al vostro conto corrente, non ancora, ma mi da un’idea di cosa davvero interessa ai lettori, su quali pagine si soffermano, quali fotografie mi scaricano abbbusivamende e quali post ricevono maggiori feedback e condivisioni.

Ebbene dopo 2 anni di sproloqui sui fatti dei miei cani, posso tirare le suddette conclusioni:
– alcuni ci leggono esclusivamente perchè sanno chi siamo e/o ci vogliono bene – saluto mia madre e tutti quelli che mi conoscono;
– la stragrande maggioranza (per fortuna) ci frequenta perchè effettivamente interessata a quello che facciamo, ai nostri cani, in particolare al VIB (Very Important Bracco) Ulisse, alle cucciolate, al Photostandard e alle imprese venatorie – saluto gli haters e tutti quelli che ci copiano;
– in pochini, ma comunque decisivi nel riempirmi la mail di spam di qualità, sono quelli che ci arrivano cercando altro, tipo il significato di zompettare come un fagiano, le famose gnocche di casamassima, il pane curativo di carpi o mentre prendono la decisione della vita

Tra i termini di ricerca seri che conducono al blog invece, compaiono costantemente bracco scheletrico, alimentazione cane magro, cane non ingrassa e simili, segno che la questione è sentita e non riguardava soltanto me. Non sorprende quindi che uno degli articoli più cliccati evah resti Ascolta il tuo costato, nel quale trattavo del peso sul cuore arrecatomi dall’essere orgogliosa proprietaria di bracco italiano deportato.
Insomma, dal fatto che Olena, per il primo anno e mezzo di vita, sembrasse tornata a piedi da Auschwitz.
Se ci seguite sul resto dell’internet [Facebook + Twitter + Flickr + Instagram], sapete che oggi siamo fuori dal tunnel, nel senso che sia per me che per Ole vale il detto “si fa prima a saltarle che a girargli intorno”, al punto che in mostra come per strada, la gente non la riconosce.


Ma quello magro non ce l’hai più?
Quando rispondo è questa qui, indicando Olena dall’altro lato del guinzaglio, la gente non se ne da pace e mi chiede come ho fatto.

In verità vi dico: ho solo smesso di preoccuparmi.
Semplicemente Olena, che oggi ha poco più di 2 anni, completando lo sviluppo e avendo finito di crescere in altezza ha iniziato a dilatarsi.
Il processo di lievitazione è stato graduale ma piuttosto rapido, tanto che una sera io e Andrea ci siamo ritrovati a ipotizzare di ridurre un pò le dosi o addirittura eliminare un pasto.
Dopodichè ci siamo abbracciati e abbiamo pianto per ore.

Fin qui il post parrebbe un giga pappappero virtuale a quelli che si trovino alle prese con un braccacciuga, ma garantisco che non è così.
Vuol essere piuttosto una mano tesa, un segno di speranza verso tutti coloro i quali, condividendo l’esistenza con un cucciolo/cucciolone che non ingrassa, hanno investito tutto in mangimi ipercalorici o cappottini, senza risolvere un bel niente.


Lasciatemi dire che capisco l’ansia data da una situazione che, nonostante tutto l’impegno, non riuscite a risolvere ma NON fate come me, mantenete la calma.
Alla base di una magrezza persistente possono esserci un miliardo di motivi, più o meno importanti,  più o meno persistenti, più o meno difficili da individuare.
Ecco perchè davanti ad un cane che non ingrassa, se e quando la cosa rappresenti un problema, potrebbe essere consigliabile non tanto cercare su Google – che poi finite qui e io al massimo posso consigliarvi un buon ansiolitico – quanto chiedere consiglio all’allevatore e portare il cane dal veterinario.
Non necessariamente in quest’ordine.

Considerate che l’Allevatore è il Padre Eterno del vostro cane, per mezzo di lui tutte le linee di sangue sono state create e ammesso e non concesso che sia una persona che sa quello che fa, conosce per lo meno 4-5 generazioni precedenti al vostro soggetto, avrà tirato su decine di cucciolate – cosa che gli avrà fatto acquisire una certa esperienza – quindi saprà consigliarvi per il meglio.
Conoscere i genitori del cane e le loro caratteristiche per sapere se nella linea di sangue la magrezza non è casuale, per esempio, è già un gran punto di partenza. La disponibilità e la competenza dell’Allevatore come professionista e come persona, sono poi il valore aggiunto che può fare la differenza. Nel nostro caso la presenza di Antonio Casamassima & Catia è stata fondamentale e non li ringrazieremo mai abbastanza, soprattutto per avermi evitato almeno una decina di attacchi cardiaci.
Va detto che per quanto onnipresente, l’Allevatore non è dentro il cane, ecco perchè farsi redigere un quadro clinico dal proprio veterinario resta una tappa obbligata.

Ci sono degli esami e dei parametri ai quali un buon veterinario può fare riferimento per capire se qualcosa non funziona come dovrebbe e come rimediare nel caso. In alcuni casi la magrezza è semplicemente imputabile ad infestazioni di parassiti, gastrointeriti o scarsa capacità di assorbimento a livello dei villi intestinali. Per dire che magari vi basta disinfestare la pancia del vostro amico o cambiare marca di mangime per risolvere il problema.
Olena è sempre risultata negativa a tutte le analisi e nonostante rimanesse magra, saperla in ottima salute ci permetteva di vivere tranquilli.

Fugato ogni dubbio sullo stato di buona salute del cane, tirate un sospiro di sollievo e passate alla fase 2 che in onore di quelli che ce lo chiedono chiameremo: ma gli dai da mangiare?!
Se siete persone decenti, la risposta è sicuramente sì, restano però da definire il COSA, il QUANTO e per QUANTE VOLTE al giorno.
La risposta è delle più soggettive, ognuno di noi deve tenere in considerazione lo stile di vita, il metabolismo, i gusti del proprio cane oltre che la suscettibilità del proprio portafoglio (sigh!) ma tanto per fare un esempio, il mio setter inglese mantiene la sua perfetta forma sferica con 300 gr di cibo al giorno, se io dessi lo stesso quantitativo ad Ulisse, nel giro di una settimana ci sarebbero gli estremi per maltrattamento.
Lo stesso accadrebbe se ci attenessimo alle dosi consigliate sulle tabelle riportate sulle buste di crocchette.
Anche per questo motivo, il cibo secco nell’alimentazione di Uli e Olena ha un ruolo estremamente marginale, è una sorta di riempitivo che variamo senza paura.


Nessuna marca di cibo industriale ha fatto per il benessere dei nostri cani quello che ha fatto la cucina casalinga modello base.
Se uno volesse approfondire l’argomento, essendo io nessuno per dire a voi come alimentare il vostro animale, vi rimando al punto 1 (veterinario) e ai miliardi di siti internet specializzati sull’argomento.
Per puro gossip vi rivelo la dieta delle nostre superstar:
Carne di cavallo, super proteica e ipoallergenica + pasta o riso (risciacquato sempre dall’amido) + verdure (carote, spinaci + fagiolini + patate + cavolo…) + gran croste di Parmigiano Reggiano DOP, perchè al mondo ci si sta tutti una volta sola + pane secco come se diluviasse + tuorlo d’uovo quando me lo ricordo (1 volta a settimana) + lievito di birra o olio di semi per il pelo nei cambi di stagione perchè se io valgo, figuriamoci i miei cani.
Questo somministrato 3 volte al giorno, ore pasti, in porzioni da circa 250 gr/200 gr/250 gr (ma onestamente vado a occhio) quasi eliminando il pranzo in estate – quando Olena diventa un pò disappetente vedendo arrivare la prova costume – con grande disappunto di Ulisse.
Quando abbiamo fretta, entrano in scivolata le scatolette miste a crocchette, queste ultime sempre lasciate per un pò in acqua a scongiurare il rischio torsione di stomaco, che se non sapete cos’è, sapevatelo leggendo questo articolo: Conosci il tuo nemico.

Quindi appurato che:
– il cane sta bene, non ha disturbi e gli unici a soffrire per la sua magrezza siete voi;
– l’Allevatore vi suggerisce soluzioni alternative e/o vi dice di stare tranquilli;
– la dieta è bilanciata, il cane mangia ma nonostante tutto è magro
non vi resta che passare alla terza e ultima fase, quella del Cazzomene che consiste più o meno nel fregarsene completamente di quello che vi dice lagggente, che ormai
chiunque al grido di “eh ma è una mia opinione” si sente in diritto di metterti al corrente di qualsiasi blackout sinaptico gli attraversi le tempie.
Prendete Olena che finchè era magra, si scomodava gente da ovunque – manco gli avessi chiesto di portarmi oro incenso e mirra – per scrivermi quanto patetico fosse il mio cane in quelle condizioni.
Adesso che Olena è in peso, nessuno mi dice più un tubo.
Pura dimostrazione della logica per cui son tutti bravi a farti notare quando hai qualcosa che non va, mentre quando fai bene il silenzio è d’oro.

Che il vostro cane ingrassi risolvendo dei problemini da niente, grazie ad una dieta mirata o in totale autonomia quando il suo metabolismo deciderà che hey sai che c’è? da oggi mi rilasso, l’unica cosa da non perdere mai di vista è la salute.
Può anche essere che il vostro cane non metta mai su un filo di grasso, con Ulisse ne sappiamo qualcosa ma a lui lo salva la celebrità, in quel caso passate direttamente alla terza fase, colorandola con gesti dell’ombrello figurati (e non), per soddisfazioni più immediate e durature.
In caso di bisogno, potete sempre dire che è stata tutta un’idea mia.