We survived the 1* Bracco Italiano World Meeting

Perchè ci sono stati dei momenti in cui abbiamo pensato di non farcela, davvero.
Abbiamo iniziato con l’esposizione nella piazzetta più assolata di San Gimignano e del pianeta, proseguito con la prova di lavoro trascorsa tra carraie e pendii e concluso col colpo di grazia: la premiazione al Teatro del Silenzio sotto il sole di mezzogiorno che volevo morì.
Dopo 2 ore li fermi a sentire gente che ringraziava la qualunque ho preso quella che a Pisa chiamiamo “fo’ata”, così oltre ad avere assunto le sembianze di un’aragosta avrò l’abbiocco fisso per 3 giorni.
Per dire che questo post è come un testamento.
Però devo ammettere che sono state due giornate splendide rese tali dalla location, dal sole perchè se diluviava era peggio, dai risultati di Ulisse ma sopratutto dalle persone.

Se è sempre bello rincontrare vecchi amici come Karel, Lenka, Valerie, Antonio, Catia e  il duo comico Alessandro e Pierangela Quadri, ci ha fatto un immenso piacere conoscere nuovi appassionati, specialmente quando si tratta di ragazzi giovani col dono dell’umiltà che si avvicinano alla razza per amore, con tanta voglia di imparare.
Perchè di balle parole ne abbiamo sentite taaaante, i fatti nelfrattempo latitano.

Bene, adesso che ci siamo fatti degli amici possiamo iniziare col resoconto della due giorni bestiale.

Arriviamo a San Gimignano non so come perchè era buio pesto (da Pisa ci vuole 1 oretta buona e per non sbagliare siamo partiti alle 5:30) e puntuali come la morte scopriamo di essere tipo i primi.

La piazzetta di S.Agostino però fa prestissimo a riempirsi di bracchi, così sciolgo la reflex e inizio a immortalare profili, andature e primi piani.
E’ a questo punto che mi rendo conto che c’è una cosa sola che mi è chiara del bracco italiano: che io come deve essere fatto un bracco italiano come Cristo comanda non l’ho ancora capito.
Per dirla come la direi io che sono una neofita disperata: certi bracchi faccio fatica a dire che sono bracchi o meglio, a volte mi è difficile pensare che certi soggetti siano esponenti della stessa razza.
L’eterogeneità morfologica in certi casi è disarmante.
Nello standard e nelle classifiche delle esposizioni si dovrebbe ricercare la verità ma nel mio caso non fanno che peggiorare la situazione.
Sono bracchi italiani, magari pure campioni, quello slanciato e quello tracagnotto, quello con lo sguardo triste e quello con gli occhi a palla, quello con la testa piatta e quello con il cranio globoso, quello carenato e quello col torace a botte, quello con gli speroni e quello che non ce l’ha, quello col naso parecchissimo montonino e quello con la canna dritta, quello timoroso e quello che anima le feste, quello con poco stop e quello con un angolo retto in mezzo agli occhi.
Siccome dopo un pò che ci penso – non essendo abituata – mi stanco, preferisco abbandonarmi alla pace dell’ignavia e mi rifugio nel gusto personale dove Ulisse non ha rivali.
Per fortuna la realtà non è molto diversa e i suoi successi ne sono la prova.

Ma torniamo al raduno.
Dopo la sfilata per le vie del centro storico accompagnati dalla banda e dagli sbandieratori sfollagente ripercorriamo via San Matteo che da Piazza del Duomo ci conduce a Piazza S. Agostino dove forte della benedizione delle autorità, ha inizio l’esposizione.

Il non sapere di dover attendere 4 ore ci conferisce un sentimento di rassegnato incazzamento a cui nonostante l’esperienza non riusciamo proprio ad abituarci.
Perchè i roani passano a giudizio sempre dopo i bianco-arancio? Pecchè? Qualcuno per piacere ci faccia il sorpresone organizzando per una volta un’expo dove prima si servono i pochissimi roani poi i millemila bianco-aranci.
Sarebbe anche bello, ma capisco anche di ben più difficile realizzazione, pianificare la cosa affinchè i giudizi degli addetti sul ring siano di dominio pubblico. Rompe un pò le balle dover leggere il labiale controsole per interpretare l’andamento della gara o dover chiedere l’aiuto del pubblico per individuare il vincitore.
Questo oltre al caldo mi ha tenuto lontana dalla zona expo per la maggior parte del tempo quindi non ho lumi di chi sia quel cane lì o di chi abbia vinto cosa, mi dispiace vi prego smettetela di chiedermelo.
La certezza è che quando sta a noi entrare nel ring (per il fresco, verso le 14) il giudice Laschi si esprime a nostro favore giudicando Ulisse il migliore tra i concorrenti della classe Lavoro, meritevole del 1* Ecc + C.A.C.

Tale risultato ci porta dritti dritti allo spareggio per il Miglior Roano con Aston della mitica Roberta.
A trionfare è di nuovo Ulisse.

A questo punto speravamo nel non c’è due senza tre, ma nella finale per Miglior Maschio Assoluto a spuntarla è il nostro contendente.

Noi siamo comunque soddisfattissimi, svettare in mezzo a quasi 200 bracchi non era facile eppure Ulisse è riuscito nell’impresa.
I suoi 8 anni non hanno rappresentato un limite neanche durante la prova di lavoro su Selvatico abbattuto.
Per chi non ha idea di cosa si tratti agevolo la spiegazione: è caccia.
Bella e buona, secca e dura.
Il cane deve cercare, fermare e riportare il selvatico.
Ogni azione completa portata a termine correttamente, equivale ad un punto.
Nella bellissima azienda agrituristico-venatoria che ci ha fatto da cornice Ulisse ha vinto nella sua batteria, aggiudicandosi ancora una volta la qualifica di 1*Ecc.

Al momento della premiazione, il giudice Cioni ha speso ottime parole sulla prestazione di Ulisse ritendolo perfettamente in grado per capacità, potenza ed eleganza, di partecipare alla prova che si svolgeva in parallelo su Selvaggina Naturale.
Inoltre ha ricevuto moltissimi complimenti da tutti coloro che hanno presenziato alla gara, grande motivo di gioia e dimostrazione del fatto che oltre ad essere un notevole esponente di razza, Ulisse è anche un ottimo cacciatore.

Questa bellissima esperienza si è conclusa con la ciliegina sulla torta, anzi due:
Beppina di Witigenove, figlia di Ulisse in Repubblica Ceca, si è aggiudicata il 1*Ecc. nell’altra batteria;
Circe di Witigenove, figlia di Beppina e nipote di Ulisse, oltre al 1* Ecc ottenuto in classe Intermedia ha ricevuto la menzione dei giudici per l’ottima prestazione sul terreno di caccia.
Ulisse di Casamassima e la sua Banda Braccotti hanno colpito ancora!