Il dilemma della foca

Alla soglia dei suoi primi 100 giorni di vita, Olena è in piena metamorfosi.
Ha superato gli 8 kg, è snella ma non patita e si sta sviluppando sia in altezza che in lunghezza. Le sue misure sono la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto: 42×42.
Il mantello si sta schiarendo notevolmente ed è sempre più simile a quello di Ulisse così come i profili della testa.
Anche le zampotte crescono, non sarà mai un colosso come il papà ma neppure un cane-panchetto.

La fase Uragano Olena sta cedendo lentamente il passo ad un periodo più esistenzialista.
Sembra stia cercando di capire chi è.
L’istinto le dice di piazzare il naso in terra e di lasciarsi trasportare, di muovere le zampe al trotto come se volasse.
Un cane marrone scuro che dice di chiamarsi Rosco, ogni tanto le appare in sogno e le dice di fare cose senza senso tipo abbaiare alla cazzo o saltare le staccionate in altezza e non in lunghezza così da sfracellarcisi sopra, ma son momenti.
Ulisse le sta insegnando tutto il resto con una pazienza infinita.

Se per la maggior parte del tempo sospetta di essere un bracco italiano, quando gioca con me, Olena è più che sicura di essere una foca leopardo.
Adesso che le sono spuntati quasi tutti i dentini, la sua interpretazione è oltremodo convincente.

La scorgi in lontananza, bellissima, tenerissima, levissima intenta a smurare qualcosa poi ti vede e ti trotterella incontro sculettando, con la codina sempre in movimento.
Sembra che rida mentre si avvicina correndo e ti viene proprio voglia di stringerla e sbaciucchiarla tutta, perciò ti inginocchi e allunghi le braccia verso di lei.
Ci siamo quasi, sorridendo sei pronta a ricevere 8 kg di amore poi lei compie il balzo e ti azzanna un avambraccio provocandoti un’istantanea apparizione di San Francesco d’Assisi, la Madonna e tutti gli angeli.
Ovviamente mentre tu sanguini lei scodinzola.
Sto provando ad insegnarle che i bacini sono una cosa buona mentre i morsi non lo sono per niente, però la foca senza pietà che è in lei ha quasi sempre il sopravvento.

Vado invece fierissima del primo risultato raggiunto insieme nel giro di non più di 4-5 crocchette: ha imparato il Seduta!
Oddio, più che altro ha associato il comando al cibo quindi ogni volta che vede qualcuno masticare o uscire dalla cucina si siede, ma la maggior parte delle volte risponde correttamente all’ordine anche fuori ore pasti.
Sicuramente ci sarà qualcuno il cui cucciolo a 3 mesi sa già fare le piroette, risponde al citofono e gli affetta il salame.
Io cordialmente me ne sbatto, non sono un’addestratrice e non mi sono mai piaciuti i cani clown.

Al ritorno dal Raduno Mondiale inizieremo a lavorare sul passo da tenere al guinzaglio e accompagneremo Ulisse nelle prime azioni di ricerca della selvaggina. Se dobbiamo capire chi siamo ci serve l’aiuto di qualche fagiano!