Ieri sera ero in tv, o meglio…su BI TV, dove ho avuto il piacere di raccontare un pò della mia storia e – ovviamente – di com’è nato e cresciuto il progetto BracchiReggiani.

Ringrazio Marco Russo & Claudia Rossi per l’invito, tutti quelli che sono venuti ad ascoltarmi dal vivo, quelli che mi seguono da sempre…e quelli che continueranno a farlo anche dopo aver sentito l’intervista.

Your friendly braccofila,
Giulia

2 commenti

  1. Non ho fatto in tempo a scrivere durante la bella intervista, poichè tanti erano gli spunti che hai offerto. Cerco, pertanto, di completare il mio modestissimo pensiero,peraltro dopo aver scorso il bellissimo blog in cui hai/avete trasfuso tutto o quasi lo scibile sul Bracco italiano.Veramente un’opera/operazione eccezionale che unita a quell’altra colossale dal taglio più storico-iconografico di Francesco Poggi e alle Fonti letterarie esistenti (Marco parlava di circa 17 libri), senza escludere quanto appare sul sito della benemerita SABI, costituisce un vero e proprio corpus historiae et imagines del nostro Bracco italiano. Vorrei far capire quanto siano meritate queste lodi sol se si pensa che nel lontano 1975 le uniche fonti cui attingere furono, per un giovane, il libro del mitico Paolino Ciceri, da lui stesso inviatomi,con le relative immagini bianco e nero e i rari articoli di Edmondo Amaldi su Diana. Vengo ai tre punti da te elencati. Il primo: diffondere il Bracco italiano cacciatore tra i cacciatori.Credo sia importantissimo forse il più importante tra i tre.Quindi, occorre, a tal proposito, mostrare, con i video e con la penna, come lavora il Bracco italiano,(e mi piacerebbe dire anche lo Spinone) come affronta il selvatico che di volta in volta ricerca. E non guasterebbe dire, anche, perchè taluni lo preferiscano agli Inglesi o agli altri Continentali. Riscattare l’immagine del cacciatore è un punto che merita approfondimento e riflessione,( posto che non credo esistano al giorno d’oggi, cacciatori che tengano il cane alla catena,tutt’al più in box puliti e spaziosi questo si). Vado per punti anch’io: perchè il cacciatore ha visto sempre più scredidata la sua immagine; come ricostruirla e riscattarla; caccia al cinghiale dilagante; quanti cacciatori praticano oggi la caccia col cane da ferma (credo molto pochi),cinofilia venatoria.Ultimo punto: lavorare sull’inclusività ,condivido quanto da te detto.Mi fermo, cara Giulia perchè vedo di aver scritto troppo e male. Un cordiale saluto, Giampaolo

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    1. Comincio col ringraziarti infinitamente per aver assistito dal vivo all’intervista e per esserti soffermato a riflettere e commentare le mie parole.
      Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato i contenuti del blog e concordi col mio pensiero su più punti, purtroppo il tempo per argomentare era poco e ho dovuto buttare lì delle idee senza poterle approfondire: chissà che non riesca a farlo in qualche prossimo articolo approfittando dei tuoi suggerimenti per sviscerare qualche questione “spinosa” che però merita l’attenzione degli appassionati braccofili – cacciatori e non – che spero vorrai commentare insieme a me.
      A risentirci prestissimo,
      Giulia

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Commenti

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