di Andrea Vaccari

Dopo anni di onorata militanza integralista, ho ceduto alla tentazione ed ho acquistato un beeper.

Ma perchè, direte voi, si acquista un beeper?
Tanti, forse troppi, si affidano al beeper per ovviare al problema dei cani ingestibili, privi di collegamento, che girano a vanvera cacciando per i fatti loro, spesso a distanze improponibili, mentre un disgraziato col fucile li rincorre nella speranza di trovarli ancora in ferma su un selvatico in attesa della propria fine, ingloriosa viste le circostanze.
Altri lo fanno per comodità. Il dispositivo dà la sicurezza psicologica di trovare subito l’ausiliare in ferma. Il cane sparisce? Nessun problema: beep beep e si corre a servirlo, senza stare tutto il tempo in apprensione nè ad osservare il lavoro del cane per interpretarne l’azione di cerca.

Questi due punti, da soli, meriterebbero l’apertura di una grandissima parentesi riguardo la necessità di iniziare a scrivere manuali per l’addestramento non del cane, ma dell’uomo cacciatore: se il beeper risulta sempre più diffuso infatti, è perchè l’uomo sta perdendo l’istinto e la mentalità del cacciatore, delegando al cane e alla tecnologia, il compito di individuare la selvaggina.

Eppure, dal momento che un cane da caccia va cresciuto, addestrato, preparato, allenato e soprattutto capito, l’uomo dovrebbe sentirsi obbligato a fare lo stesso. Crescere mentalmente e fisicamente, imparare a leggere il territorio, a conoscere i selvatici e le loro abitudini, intuire le rimesse, i covi, così da non girare a zonzo sprecando energie, ma finalizzando il motivo che spingeva ogni primordiale cacciatore ad uscire dal proprio rifugio: trovare una preda.
Invece ahimè sono poche le persone curiose e capaci di interpretare la situazione di caccia, ancor meno sono i giovani che si approcciano con umiltà a questo universo fatto di pazienza, tenacia, conoscenza e tanta fatica.
Tutto questo alimenta la corsa ai rimedi magici, come appunto collari satellitari, gps e beeper i quali, a seconda dell’utilizzo che se ne fa, possono senz’altro rivelarsi strumenti utili, ma che non aiutano ad uscire dalla propria mediocrità come cacciatore.

cane a caccia nel bosco

C’è poi chi, come me, decide di appoggiarsi alla tecnologia per la sicurezza sua e del suo cane, ritrovandosi a dover cacciare in un territorio sempre più inframezzato da strade, costruzioni, e diversi pericoli naturali – quali in primis il ritorno su tutta la Penisola di grandi predatori come i lupi, che considerano un cane vagante alla stregua di una lasagna fumante; gli ungulati, a partire dai mansueti caprioli, che facilmente vengono rincorsi dai cani anche per molti km con tutte le conseguenze del caso; i cinghiali, sempre più numerosi e temerari perchè abituati a misurarsi ogni giorno con i cugini selvatici dei cani, e che frequentemente caricano e feriscono i nostri compagni a quattro zampe causando ferite a volte importanti.
Senza dimenticare burroni, forre, doline, pozzi abbandonati e chi più ne ha più ne metta.

Non che ogni uscita di campagna debba trasformarsi in tragedia, ma l’ambiente che cambia ci impone di adeguarci, se a questo si aggiunge la possibilità di cacciare presto in territori completamente diversi da quelli a cui sono abituato, la svolta tecnologica diventa più che altro una logica conseguenza.
Così ho passato l’estate a raccogliere pareri di amici e conoscenti – data la totale mancanza sul web di recensioni complete e super partes delle tante alternative in commercio – e stilando una breve classifica dei marchingegni papabili, mi sono trovato quasi subito ad un bivio: meglio un beeper o un collare satellitare?

Il beeper è il classico collare abbinato ad un telecomando che ne regola il suono ed una chiave d’accensione e spegnimento: prezzo a partire dai 150 euro per le cineserie di bassa qualità, fino al cielo.
Il collare satellitare invece è costituito da un collare con antenna tipo cb anni ’80 abbinato ad un palmare, che riceve e mostra in simultanea i dati riguardanti il cane – se è fermo, la distanza, il percorso ecc.
Prezzo: dai 500-600 euro a un rene.
Considerate le mie necessità (e il braccino da T-Rex ndr), ho scartato subito il satellitare che, soprattutto per una questione di dimensioni del palmare o dello smartphone sul quale andremo a visualizzare i movimenti del cane, a mio parere risulta scomodo e poco immediato, quindi ho iniziato la caccia al beeper perfetto, che doveva essere qualcosa di piccolo, poco vistoso, possibilmente leggero, senza antenne o altre appendici che potessero infastidire il cane
Incrociando rivenditori, prezzi e data di consegna alla fine mi sono affidato al portale https://www.trophyhunt.it e per la modica cifra di 249 euro, dopo 7/10 giorni di attesa, ho potuto stringere tra le braccia il Beeper One Pro della Midland.

Arriva dentro una bella valigetta nera in plastica, chiusa con tutti i sigilli.
Aprendola non passa inosservato il coltello giallo, bello anche perchè in omaggio.
Inoltre troviamo: il beeper con due “campane” intercambiabili (per adattare il tipo di suono che si desidera) + il telecomando + la base di ricarica + il trasformatore + un collare ad alta visibilità.

Il Beeper è fedele alla foto di presentazione, leggero e compatto.
Al tatto appare solido, non fragile, facile da inserire in qualsiasi collare.
Il telecomando è compatto, con pochi tasti e funzioni intuitive: quelli in verde regolano il telecomando, quelli in nero agiscono sul beeper. Grazie alle ridotte dimensioni è molto comodo da portarsi dietro durante la caccia, ma e qui comincia la trafila dei “ma”, dove lo metto? Di fabbrica esce con una pinza montata nella parte posteriore, il che suggerisce di fermarlo sul giacchino in posizione esterna, cosa scomoda per me e pericolosa per la sua integrità .
E mettitelo in tasca dici te, ok ma diventa scomodo quando ti trovi a dover cambiare modalità al beeper (magari è silenzioso, vuoi capire dov’è il cane, oppure il contrario, passare dal collare che suona a quello silenzioso) e quindi per estrarlo da una tasca dei pantaloni cosa fai? Lo tiri nel 99% dei casi dall’antenna, cosa che non credo sia salutare per la sua funzionalità. Una classica custodia da appendere al collo potrebbe essere la soluzione.

Altro aspetto migliorabile del telecomando è il colore camouflage: se durante la caccia ti scivola di mano, non lo ritrovi mai più. Scegliere un bell’arancione fosforescente per i prossimi modelli sarebbe raccomandabile.
I miei due centesimi anche sul caricatore: il beeper ci va inserito a forza, quasi ad incastro, per cui c’è da augurarsi che la plastica di cui è fatto sia di quelle buone.
Infine, qualche perplessità circa la modalità di acquisto, in quanto non è possibile acquistarlo direttamente dalla ditta costruttrice ma bisogna rivolgersi ad un rivenditore, quindi un’armeria. Solo che lo stesso modello, a seconda dell’intermediario, passa da un prezzo minimo di 250 euro a un massimo di 350, che come approccio non è il massimo della correttezza, specie nei confronti di chi può non avere dimestichezza con internet.

A parte questo, Beeper One Pro funziona egregiamente.
Il libretto d’istruzioni è chiaro, semplice, preciso e il telecomando esegue perfettamente. Cacciando in territori rotti, con tanti sali-scendi, ho potuto provare più volte a cambiare le modalità di funzionamento con il cane non in vista, coperto da boschi, dossi, e simili e non ha mai mancato un colpo.
Va detto che sicuramente non avevo il cane a un kilometro. Olena è collegatissima, con una cerca intelligente e caccia sempre per mettermi in condizioni di sfruttare l’incontro, quindi nel mio caso la combinata telecomando-beeper si è dimostrata valida.

Tirando le somme, lo ritengo un valido acquisto.
E’ migliorabile in certi aspetti che però, più che difetti, sono preferenze personali.
Il prodotto è di ottima qualità e sono molto soddisfatto del suo funzionamento, in particolare della funzione che fa vibrare o suonare il telecomando quando il cane è fermo: uno spettacolo.
Ne consiglierei l’acquisto? Assolutamente si.
Detto questo, non stancatevi mai di navigare in cerca di soluzioni sempre più innovative e adatte alle vostre esigenze, il mondo della tecnologia al servizio dell’arte venatoria è in espansione e vale la pena di essere esplorato.

Midland Beeper One Pro

Classificazione: 4 su 5.

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