Questo cane fa la bava? – chiese col terrore negli occhi una madre atterrita – la mia – scostandosi dal petto per guardarlo con diffidenza, il cucciolo di Setter Inglese che avevamo portato a casa nonostante fosse destinato a diventare grossino e noi abitassimo in un modesto appartamento del centro città.
Povera mamma.
Lei sapeva benissimo che quel saccottino di pulci avrebbe presto preso il comando di tutto lì dentro, occupando più spazio del vecchio Cocker, mangiando due volte tanto e seminando dappertutto quintali di pelo per giunta più lungo.
Se crescendo avesse anche iniziato a sbavare, l’avevamo fatta compiuta.
Fortunatamente, com’era ovvio per un Setter, nei 14 anni che seguirono il nostro Ray non si mostrò mai in pubblico con un rivolo di saliva fuori posto, ma se pensate che questa storia abbia un lieto fine, non avete prestato attenzione.
Perchè quello che la santa donna di mia madre non poteva immaginare, era che un giorno quell’antica inquietudine sarebbe rientrata a gamba tesa nella sua vita e, celata (malissimo) nelle sembianze di un Bracco Italiano, si sarebbe trasformata in un’atroce evidenza.

Si può parlare del come, del quando e del quanto la cosa possa effettivamente rappresentare un problema – almeno per le persone normoigieniche, se invece avete una soglia dello schifo molto bassa e anelate al pulito perpetuo, chiudete tutto e fuggite, sciocchi! – ma non avrebbe senso negarlo: il Bracco Italiano fa la bava.
Non solo in quanto involontario accumulatore di fluidi submandibolari, ma anche perchè campione di immersione fino alla collottola nella ciotola dell’acqua, alla quale spesso segue una scrollata carpiata con apparente svitamento della testa, con la quale è in grado di trasformare dell’innocua acquolina penzolante in un fiotto contundente lanciato a velocità siderali ad angolazioni ogni volta imprevedibili, con effetti ottici degni di Mark Lenders.

Detto questo, stiamo pur sempre parlando di un cane, non di una grossa lumaca, e la bava in questione non è prodotta a nastro per consentirgli di grippare meglio mentre si sposta da un divano all’altro o per sgusciare come una biscia sul terreno di caccia: è saliva, che talvolta gli si insacca nelle guance per via della particolare conformazione delle labbra, accuratamente descritta dallo Standard di razza.

Le labbra superiori ben sviluppate, sottili cadenti senza essere flaccide, ricoprono la mandibola; 
visto di profilo oltrepassano di poco i lati.
Viste di fronte, formano, sotto il tartufo, una “V” rovesciata;
la commessura delle labbra deve essere accentuata, ma non cadente

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Per dire che alla fine non è neanche colpa sua – semmai di chi l’ha disegnato così – e che la selezione ha il suo peso nel determinare l’intensità del fenomeno di soggetto in soggetto.

Di sicuro i bracchi caratterizzati da “molto labbro” – in genere i maschi – saranno quelli più predisposti ad immagazzinare bava che poi verrà riproposta su jeans firmati, foto di famiglia e plafoniere, ciononostante l’abbondanza morfologica da sola non basta a preannunciare la tragedia.
E’ anche una questione di contesto e, in alcuni casi, di psiche.

Difatti a cose normali non è che ‘sto cane se ne vada in giro per casa perdendo pezzi tipo Slimer.
La bava è diretta conseguenza di un aumento di salivazione temporaneo, causato dalle circostanze più diverse che il bracco interpreta e metabolizza con la grande sensibilità che lo contraddistingue.
Più che altro quando lo riguardano all’altezza dello stomaco.
Lo scenario peggiore infatti si prospetta ad ore pasti o quandunque si parli di cibo, in presenza ma anche solo in sospetto, in previsione o in sogno del quale, persino l’esemplare col labbro più asciutto del Creato fa fatica a darsi un contegno.
Qui, delle timide (come minimo) stallattiti di saliva sono da mettere in conto e da tollerare con rassegnazione, poichè i generi alimentari sono il vero pensiero felice del Bracco Italiano.

Però se potete sopravvivere a questo, siete a posto.

Al di là di tutte quelle situazioni in cui il Bracco Italiano funziona esattamente come qualsiasi altro cane, cioè sbavando per sbollire in seguito all’attività fisica, in reazione al caldo o agli appetiti sessuali, la bava come risposta fisiologica agli eventi quotidiani è un’evenienza circoscritta che dipende in buona misura dalla personalità e dalle esperienze pregresse del singolo individuo.
Così un viaggio in macchina, l’arrivo di estranei in casa o la notte di Capodanno per esempio, possono essere vissuti dal bracco con totale nonchalance oppure con la compostezza di una Mentos nella Coca Cola.
In certi casi, è importante ricordare che l’emotività del soggetto si può contrastare facendo leva sulla grande intelligenza della razza.
Con un pò d’impegno ed interventi mirati a scardinare l’ansia derivante da determinate circostanze, la produzione di bava sarà drasticamente ridotta fino a scomparire, lasciando al nostro fianco un bracco più pulito ma soprattutto più sereno.

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