L’Olena che verrà

Secondo mia madre, il giorno più brutto delle nostre vite sarebbe stato quello in cui Olena avrebbe dovuto assistere, impotente, allo stillicidio delle famiglie che si sarebbero presentate per portarle via gli amatissimi cuccioli.
Nella sua testa, probabilmente, andava in onda da mesi un cortometraggio strappacuore con protagonista Olena che, dopo aver tentato invano di fare da scudo ai suoi piccoli, si lanciava all’inseguimento dell’auto con sopra il pargoletto di turno il quale, già emotivamente alla deriva, appoggiava le zampine al finestrino posteriore, mostrando i polpastrelli con incisa la scritta H.E.L.P.
Sicchè non è stato per niente facile persuaderla del fatto che al momento dei saluti, ad Olena del destino dei suoi cuccioli, non importasse un accidente.

Li ha accuditi con la cura e la dedizione della mamma italiana più apprensiva, li ha protetti con la fiducia nel prossimo di un dogo argentino, ma allo scadere dei 60 giorni, se non c’avessimo pensato noi, li avrebbe personalmente consegnati a Crudelia Demon pregandola di non farsi sentire mai più.
Come biasimarla, in fondo?

Proprio lei, che è nata per cacciare e che pur ritrovandosi libera in aperta campagna, al canto del fagiano si limitava a drizzare le orecchie rinunciando a inseguire istinto ed emanazioni per restare sempre vicina ai suoi piccoli.
Proprio lei, con la sua possessione demoniaca, che neanche la maturità e una gravidanza sono state in grado di placare.
Proprio lei, con una nuova stagione venatoria alle porte, costretta per 3 mesi al ruolo di casalinga disperata.

Se dopo quest’esperienza, io e Andrea avevamo bisogno di uscire dalle nostre vite per un pò, organizzando un week end fuori porta previsto per il 2058, Olena meritava di rientrare a gamba tesa nella propria – almeno prima di scoprire che non proprio tutti i cuccioli se n’erano andati, ma questa è un’altra storia.

Così non erano trascorse neanche 24 ore dalla partenza dell’ultimo cucciolo, che lei e Andrea erano di nuovo perduti per le campagne reggiane, più arroganti e smaniosi che mai di riprendere le fila del discorso e soprattutto tornare in forma dopo lo stop forzato, per non farsi cogliere impreparati dalla terza domenica di settembre. E l’Olena ritrovata, seppure inizialmente appesantita e fisicamente sottotono, è stata fin da subito l’Olena di sempre: concentrata, avida, determinata a regolare tutti i conti lasciati in sospeso lo scorso inverno.

E anche se le lunghe giornate di caccia di un tempo, si stanno trasformando ogni anno di più in ritagli di pomeriggi tra un turno di lavoro e l’altro, grazie alla passione della nostra bracchetta, le occasioni per divertirsi non sono mancate.
Che si trattasse di scomodare fagiani e pernici su e giù per calanchi, Olena c’era, senza mai risparmiarsi, senza mai mollare la presa.

Che si trattasse di insidiare la regina dei boschi, la furbissima beccaccia, o i cugini beccaccini, Olena c’era, attenta, agguerrita e affidabile come sempre.

Che si trattasse del nostro acerrimo nemico, il cattivissimo fagiano mannaro, Olena c’era, senza incertezze e ormai straordinariamente versatile ed esperta.

Il 2017 rimarrà nei nostri ricordi come quello in cui abbiamo coronato un sogno.
Grazie al grande impegno, grazie a chi ci ha sostenuto ma soprattutto grazie a Olena, alla quale egoisticamente abbiamo chiesto di dare tutto quello che un cane può donare al proprio padrone: il tempo, le energie, la fiducia.
E lei non ci ha mai deluso, mostrandosi sempre all’altezza della situazione, fisicamente ma soprattutto psicologicamente, rimanendo in ogni occasione presente e fedele a se stessa, come la cucciolona incorreggibile e scodinzolona che è sempre stata, e che non potremmo essere più fieri di sapere nostra nel corpo e nell’anima, per l’anno appena trascorso e per tutti quelli che verranno.