Le Idrovore – and then there were…3!

Con la conferma della gravidanza di Olena, avevo ripromesso a me stessa e al blog un’opera senza precedenti di smartellamento dell’internet a proposito del lieto evento, con continui aggiornamenti sui cuccioli attraverso articoli scritti bene, dettagliati, puntuali e costellati di foto memorabili, che rendessero immortali i momenti più belli della nuova avventura.
E invece due mesi dopo guardate qui: la pochezza di 6 articoli sull’argomento, buttati giù e messi insieme a fatica perchè nel più lucido dei casi erano le 4 del mattino, corredati da fotografie di cui è meglio non parlare.

Il fatto è che questa cucciolata, oltre ad essere la prima per tutti, quindi incasinatissima di per sè, ha visto la luce ed è giunta (quasi) a degna conclusione, solo grazie ad una social catena sinergica che ha richiesto tutta la nostra attenzione, tutte le nostre forze, quasi tutti i nostri soldi e una dose consistente di buona sorte.
E’ stata un’esperienza densa e totalizzante, che ci ha esposto ai nostri limiti e debolezze mentre risucchiava completamente le nostre vite per due mesi – fatti di settimane sparite nel nulla e di giornate che non passavano mai – rendendoci più forti. Ma che ha anche messo sulla nostra strada delle persone meravigliose che ci hanno aiutato, incoraggiato o semplicemente scelto a scatola chiusa, credendo nel nostro lavoro e nella nostra genetica, regalandoci soddisfazioni insperate.

A fronte di ciò, il grazie più grande lo dobbiamo ad Antonio Ficarelli senza il quale niente di tutto questo sarebbe stato possibile.  Avevamo il momento giusto, i cani giusti ma mancava lo spazio adeguato a mettere in piedi una situazione impegnativa come quella che ci aspettava, così Antonio e la sua famiglia si sono offerti di ospitare Olena e i cuccioli il tempo necessario a consentirci di realizzare il nostro progetto.
Non me ne vorrà se lo menziono solo adesso (o forse sì!), ma il mio cuore era già saturo di paranoie dall’avere la mia cagnolina lontana, senza che si aggiungesse il pensiero che tutto il mondo sapesse di lei da qualche parte coi cuccioli, fuori dalle mura di casa e senza Ulisse a protezione – e chiunque ci conosca, sa quanto solo questo abbia pesato su di noi.

Ci siamo impegnati molto affinchè con lei ci fosse sempre qualcuno, arrivando a sostenere dei ritmi serratissimi e sfiancanti, imposti dalla priorità di saperla serena e supervisionata, specialmente dopo l’arrivo dei piccolini. Per fortuna la predisposizione naturale di Olena alla maternità ha reso tutto più facile e le cose sono filate lisce come l’olio ogni giorno, tutti i giorni per due mesi.
Si dice che la fortuna aiuti gli audaci e io posso garantirvi che lo siamo stati.
Pericolosamente audaci e schifosamente fortunati.
Basti ripensare al parto, che rappresenta un momento delicato anche dopo 50 anni di allevamento, e che invece noi abbiamo superato senza dover muovere un dito, in sole 3 ore.
Olena alla prima gravidanza ha dato alla luce 10 cuccioli che sono sopravvissuti senza difficoltà, nonostante le mani avanti di alcuni, veterinari ed allevatori compresi: Olena è magrolina e 10 rischiano di essere troppi, era la pacca sulla spalla morale dei più.
E invece tutti ce l’hanno fatta!

Ricordo che i primi giorni dopo la nascita, arrivata davanti alla porta della sala parto avrei voluto andare via, tanta era la paura di trovarmi di fronte qualcosa che non avrei mai voluto affrontare, e invece ogni mattina li trovavamo pieni di vita, accoccolati vicini, accuditi da Olena che si muoveva dentro quella scatola con una naturalezza inattesa, senza correre mai il rischio di schiacciarli e che usciva a salutarci velocemente per poi precipitarsi di nuovo dentro ad allattarli.
Il suo istinto ci ha sollevati dall’enorme responsabilità di intervenire nel disegno di Madre Natura con biberon, aspiramuco, integratori o latte in polvere e anche per questo, le siamo enormemente grati.

Prima che ce ne rendessimo conto, era già ora di svezzarli, spegnere la lampada rossa e attrezzare un recintino esterno per fargli prendere un pò d’aria, finanche qualche raggio di sole della primavera padana più piovosa, fredda e umida degli ultimi trecentoquarant’anni.
Il periodo dai 21 ai 40 giorni devo dire, è stato il più divertente e rilassante: i cuccioli a questo punto non dipendono più completamente dalla mamma, mangiano da soli, escono dalla cassa, riconoscono le voci e diventano interattivi. Ci si può giocare, coccolarli e badare al resto senza impazzire perchè lo sporco è ancora gestibile.
Gli ultimi 15 giorni invece sono stati davvero faticosi, un pò perchè dopo 2 mesi di corse avanti e indietro, sia io che Andrea iniziavamo ad accusare il colpo, un pò perchè i cuccioli non essendo più piccole idrovore quanto piuttosto betoniere semoventi, mangiavano tanto, sporcavano il doppio, dormivano troppo poco, piagnucolavano un casino, pretendevano di essere intrattenuti e soprattutto bastava distrarsi un attimo per ritrovarli intrufolati chissà dove, presi dalla foga di fare le pulci al mondo fuori.
In questo senso, trovarsi in campagna e avere a disposizione tantissimo spazio per farli sfogare è stata una manna dal cielo, anche se non rimpiango il doverli rincorrere a destra e sinistra per recuperarli uno a uno ogni 20 minuti!

La voglia di liberare i nostri anfitrioni da una routine sempre più rumorosa e ingombrante e, più di ogni altra cosa, di riportare Olena a casa e riconsegnarla al malinconico Ulisse, ci hanno aiutato a mettere in prospettiva la partenza di ogni cucciolo verso la sua nuova vita.
Ci siamo presi cura di loro senza fare distinzioni, come se alla fine dovessero restare tutti con noi – nonostante al 25* giorno ben 8 cuccioli su 10 risultassero già prenotati – mettendoci al loro servizio sfruttando al massimo le nostre competenze, ovviamente in totale buona fede, sempre. Speriamo di aver fatto un buon lavoro e siamo certi che molti di loro godranno di uno stile di vita al pari (se non migliore) di quello che avremmo potuto offrirgli noi: una vita in famiglia, per alcuni la carriera espositiva, per tutti l’avvio all’attività venatoria al fianco dei loro proprietari.
Salutarli non è stato comunque facile, ma sapere di aver fatto del nostro meglio per selezionare le famiglie adeguate tra le molte richieste, ci ha quantomeno evitato scenate isteriche.

E poi non è che io sia rimasta proprio sola sola, eh.
Baskerville e Bradamante sono ancora in attesa di essere ritirati, mentre Isadora andrà a vivere con la mia famiglia dividendo caccia e sofà con Ray, il setter dei miei genitori i quali, senza molte riserve devo dire, alla fine si sono arresi alla sua dolcezza e hanno deciso di intraprendere un cammino di conversione al credo braccofilo!
Per questo una settimana fa abbiamo caricato bracchi e burattini e siamo tornati a casa dove ci aspettava Ulisse, che è impazzito di gioia quando Olena ha svoltato l’angolo, e lì quel miliardo di foto di gruppo che riunissero 3 generazioni, erano d’obbligo!

Dopodichè, mentre Reggio Emilia si trasformava in un forno a microonde, io e i ragazzi siamo partiti alla volta del mare, dove ci tratterremo per un pò di tempo, aspettando di riabbracciare il delirio resto della famiglia.
Ma della folle convivenza in casa con 3 cuccioli indemoniati e un setter inglese 11enne e scorbutico, vi parlerò un’altra volta!
Grazie per aver seguito le Idrovore fino a qui, la prossima cucciolata è prevista, ottimisticamente, tra 15 anni. 😀