Le Idrovore – Giro di boa

30 giorni e una sola necessità: distruggere.
Sì, perchè la parola d’ordine di questa settimana è DENTI.
20 file di tanti, piccoli ma affilatissimi dentini, nuovi che prudono e che bisogna subito imparare ad usare.


Tutte le scuse sono buone, ogni superficie si presta meravigliosamente allo sfogo della smania in bocca, ad eccezione della copertina della mamma: non si tocca mai la copertina della mamma!


Per fortuna i ragazzi non hanno ancora un’autonomia di carica sufficiente ad occuparci per più di 5 minuti consecutivi. Di solito si svegliano, fanno i bisognini – ormai soltanto sul truciolo, rigorosamente fuori dalla cuccia e lontano dal posto in cui mangiano (si allontanano apposta!) – si avventano su qualsiasi cosa gli passi davanti, ma dopo 2 succhiate ricadono subito in coma per i successivi 40 minuti.

Quella che se la starà passando peggio di tutti è senz’altro Olena, che però nonostante il dolore e la seccatura costante di non potersi sdraiare senza essere assalita da 10 tagliole, non smette di mai di fare il suo sporco lavoro. Non la ricompenseremo mai abbastanza per tutto quello che è stata in grado di fare completamente da sola, senza mai darci motivo di dubitare o temere per la salute dei cuccioli.
Madre Natura è perfetta e lo stesso vale per lei.

Approfittando dei brevi ma intensi guizzi vitali dei piccolini, stiamo imparando a conoscerli meglio e a cogliere le varie sfumature delle diverse personalità.

C’è SMAUG Fire & Death, che prende il nome da un drago dal quale, almeno per temperamento, non potrebbe essere più distante.
Tranquillo, giocherellone, mai prepotente con gli altri, ha tutte le carte in regola per diventare un gran bell’esponente di razza, nelle linee, le proporzioni e il colore del mantello.

Poi c’è DRACARYS che invece significa Fuoco di drago e non saprei descrivervela meglio.

Dove arriva fa terra bruciata, ottiene sempre cosa vuole, e non importa chi deve mordicchiare per essere sempre la prima a sedersi su di me.
Impavida, sfacciata e al di sopra delle regole: tutta sua madre e suo bisnonno Rosco.

Non per niente, deve il suo nome ad una delle scene più epiche di Game of Thrones.

BRADAMANTE è senz’altro la prima della classe, molto molto bella, molto molto femminile ma anche decisa e precoce in tutto.
Porta il nome di un’eroina dell’Orlando Furioso: una giovane guerriera coraggiosa e imbattibile che combatteva per amore di Ruggero, col quale alla fine delle sue avventure, fonderà la casata d’Este.
In questo nome c’è il destino che le auguro, per adesso su di lei non ho sbagliato di una virgola!

SAMBUCA è la mia bracchetta tascabile, ma questo non significa che sia la meno pestifera: forse proprio la sua condizione di svantaggio iniziale l’ha trasformata in una piccola tempesta. E’ forse quella che somiglia di più al papà Grappo e per questo siamo rimasti in tema alcolico quando ci siamo trovati a scegliere il suo nome. E’ l’unica femmina bianco marrone, di una tonalità peraltro eccezionale e fa innamorare tutti quelli che vengono a farci visita.

Il maschietto che più di tutti ha preso dal papà è invece BASKERVILLE.
Delicatissimo e assolutamente mammone, porta il nome della bestia infernale de il Mastino dei Baskerville di Sir Arthur Conan Doyle, con protagonista Sherlock Holmes, il mio secondo romanzo giallo preferito – il primo, se ve lo steste chiedendo è 10 piccoli indiani!
E’ dolce come lo zucchero filato e da grande sarà sicuramente un bellissimo bracco che, a differenza del cane a cui è ispirato il suo nome, non avrò alcun bisogno del fosforo sul pelo per brillare.

Di segno nettamente opposto è la sorellina CORDELIA.
All’apparenza è dolcissima, affettuosa e sempre pronta a dispensare bacini, ma come si arrabbia se qualcuno la calpesta o non ha voglia di giocare con lei! Scelsi il suo nome, che per me è tra i più azzeccati, quando a pochi giorni dalla nascita, era il mio pensiero fisso. Cordelia viene dal King Lear di Shakespeare – che a sua volta viene dall’esame di Letteratura Inglese dell’ultimo anno di università, un 28 sudatissimo! – ed era la figlia minore del re, rinnegata ed esiliata dal padre e dalle sorelle maggiori per la sua sincerità e purezza d’animo, alla fine dell’opera recupera ciò che aveva perduto.
Allo stesso modo, la mia Cordelia era davvero piccolissima e per quanto provasse a farsi largo tra i fratellini c’era sempre la Dracarys di turno che la sbalzava indietro impedendole di mangiare. Però ha tenuto duro e ce l’ha fatta, ha imparato a sgomitare più forte degli altri e i suoi sforzi sono stati ripagati!

L’alter ego bianco arancio di Cordelia è senza ombra di dubbio TALULA.
Il suo nome credo significhi qualcosa di molto bello in una lingua certamente esotica, e a me piaceva da morire come suonava.

Ha lo stesso carattere di Olena, la stessa impronta melensa ma furbetta, la stessa voglia di uscire per esplorare e dominare il mondo!
Da neonati lei, Smaug e Isadora erano tre gocce d’acqua, smodatamente grossi, bianchissimi e sempre in catalessi da pancia piena. Oggi è la più piccolina dei tre, ma anche la più scatenata!

Gli abbiamo cambiato nome così tante volte che tuttora ci sembra normale parlare di lui come dell’Innominato.
E’ sempre stato un bellissimo cucciolo e senza dubbio quello con la personalità più marcata, quindi ci serviva un nome unico, lontano dai soliti riferimenti mitologici all’antica Grecia. Allora perchè non guardare alla Scandinavia? Ti piace Rag-nar? Si ma poi non lo sanno leggere e lo chiamano ragnar.
Dunque RANIERO, traduzione italiana di Ragnar, (cioè senno dell’esercito o condottiero divino) e omaggio al patrono di Pisa (S. Ranieri)!

E poi c’è RAVEN che è la versione femminile di Raniero e una miniatura del nonno Ulisse – e scusate se è poco!
Il suo primo nome sul diario dei cuccioli era Puzzle, per via della geometria a forma di tassello di puzzle che ha sulla schiena, ma non volevo sembrare scontata. Perchè fermarsi al prodotto quando puoi puntare alla ditta?
Ovviamente Raven(sburger).

Sì sono nomi particolari, sì alcuni fanno ridere, no non li ribattezziamo.
Perchè questi sono i nomi che abbiamo scelto e che hanno un significato per me e Andrea, le persone che li hanno desiderati, sponsorizzati, visti nascere e crescere.
Perchè parlano di loro descrivendoli nel corpo o nel carattere e soprattutto perchè sono l’ennesimo ricordo che avremo di loro, quando ognuno sarà andato per la propria strada, e che rimarrà con noi per tutta la vita.