Gravida lei, isterica io

25 giorni d’ansia e di dialoghi al condizionale, stroncati sul nascere per amor di scaramanzia.
Ma mettiamo che Olena sia inc-
Non dire niente per favore, tra 20 giorni facciamo l’ecografia.
Di minuti passati a squadrare il cane studiando ogni movimento, ogni sguardo, sospettando di ogni centimetro di pelle in più, interrogando i fondi del caffè, Googlando a intervalli regolari SEGNALI GRAVIDANZA CANE, alla disperata ricerca del Salvatore Aranzulla dei cani incinta che mi snocciolasse 3-4 sintomi chiave ai quali aggrapparmi per mettermi l’animo in pace.
Invece qualsiasi indizio poteva essere tutto e poteva non essere niente.

Secondo te mangia di più? Magari ha un verme intestinale.
Le mammelle sembrano ingrossate? Gravidanza isterica!
La vedi un pò ingrassata? Basta, trovati un hobby.

Si dice infatti, che così a occhio nudo sia praticamente impossibile stabilire con certezza se ci sia una gravidanza in atto, prima dei 30-40 giorni.
Il fatto è che io Olena la conosco come le mie tasche, e che in lei ci fosse qualcosa di diverso, mi appariva chiaro ogni giorno di più.
Sicuramente era ingrassata anzi, non ingrassata, inquartata (termine tecnico) che è diverso, le mammelle si erano gonfiate così come i capezzoli ma a nessuno dei calori precedenti era mai seguita una gravidanza isterica, non correva più come una matta per il giardino spintonando Ulisse cercando la rissa in continuazione, e soprattutto aveva sviluppato un filino ino ino di pancetta nonostante certi lapsus di disappetenza, comunque temporanei e poco convinti.

Insomma, in cuor mio me lo sentivo, ma siccome sono anche una di quelle persone che se sente la parola “dentista” comincia a fargli male un dente, a un certo punto è diventato difficile stabilire quanto di quel che pensavo fosse reale e quanto autosuggestione.
Dovevo sapere, così il giorno dell’ecografia eravamo in sala d’attesa 1 ora prima dell’appuntamento, coi minuti che non passavano mai.
Una volta dentro è stato super emozionante: il veterinario prima ha palpato la pancia poi senza dire niente ha appoggiato l’ecografo al ventre e ha iniziato a muoverlo. Per i primi 5 secondi non si è visto nulla e io mi stavo già imbarcando sul traghetto per il fallimento, poi dal niente è comparsa la prima cellulina nera poi un’altra, un’altra e un’altra ancora e lì mi sarei messa a piangere come una bambina.
Anche p
erchè al 25° giorno si vede già battere il cuore dei cuccioli.
Le celluline sono dei piccoli buchi neri a sprazzi grigi, misurano 2X3 cm ma i cuoricini son già lì che spingono a pieno regime, e in soli 35 giorni saranno completamente formate e pronte per venire al mondo.

Dunque sì, Olena è incinta, anche se conoscendola non penso che l’abbia presa proprio benissimo: lei è una cagnolina in carriera, con tante cose da fare e zero tempo per occuparsi di marmocchi…sono davvero curiosa di vedere col suo caratterino da valchiria ruffiana che tipo di madre sarà!
Anche se so bene che ci sono un sacco di cose che possono andare storte, ho studiato e potrei elencarvele in ordine alfabetico – così, tanto per elargirvi la dose quotidiana di pessimismo cosmico.
Però nel qui ed ora, noi siamo felici e ovviamente speriamo che tutto proceda nel migliore dei modi. La Natura farà il suo corso ma Andrea ed io saremo sempre pronti a darle un aiutino, se serve, per il bene dei piccolini e ancor prima di Olena, che per noi ha la priorità assoluta.
Dita e speroni incrociati e poi vada come vada.

Le monte:
Sono state due, rapide e naturali.
Non è una roba da dare per scontata quando si ha a che fare con due cani giovanissimi, entrambi alla prima esperienza, che si accoppino senza alcun aiuto esterno nel giro di 20 minuti.
Infatti per la serie “le ultime parole famose”, il fatidico pomeriggio ci siamo detti: sarà impossibile riuscirci da soli e anche se fosse, ci faremo notte.
Quindi arriviamo a casa di Grappo coi vestiti antisommossa, un biglietto del parchimetro valido per i 2 giorni seguenti e 3 veterinari allertati per l’occasione. Varchiamo la soglia, ciao ciao, sguinzagliamo i cani che iniziano a rincorrersi, ragazzi vi faccio un caff-: legati.
Andrea e Luca non hanno dovuto far altro che tenerli fermi nella fase più delicata per evitare strappi e lacerazioni. Conversare amabilmente in quei frangenti è stato piuttosto strano, ma diciamo che c’ha fatto percepire ancor di più l’intimità familiare!


Stessa regia per la seconda monta a 36 ore di distanza, con la differenza che a sto giro i cani parevano sapere da subito dove volevamo andare a parare, per cui non hanno perso tempo e si sono nascosti dietro un cespuglio per concludere alla svelta, che non è che noi bracchi italiani c’abbiamo tempo da perdere!
A questo proposito, cogliamo l’occasione per ringraziare Luca e Valentina: incastrare progesteroni, le sensazioni d Ulisse (perchè il progesterone può sbagliarsi ma Ulisse no!), impegni lavorativi e imprevisti dell’ultimo secondo non è stato semplice, ma niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza la loro infinita pazienza e disponibilità. In ogni caso, non potremo dire di non averci provato, quindi grazie davvero!

Chi è il padre?
Se ti pongono questa domanda le cose sono 2: o sei uno sceneggiatore di Beautiful, oppure hai appena annunciato al mondo che la tua cagnolina è incinta.
Se non ti occupi di telenovele, probabilmente la gente si aspetta che tu risponda con un nome altisonante, di quelli che riempono la bocca, un cane celebre magari un campione del mondo o del latin lover del momento, ed è già lì pronta a farti la ola, ribattendo con AAAAH SIII LO CONOSCO, E’ FIGLIO DI COSO, CE L’AVEVA IL TALE, HA VINTO QUI LA SU GIÙ.

Nel nostro caso invece quando rispondo GRAPPO GINO DI MONTERICCO, il curioso di turno dice solo AH, pensando ECCHICCAZZ’È?
Comprensibile, infatti son qui apposta per spiegarvelo.

Grappo Gino è uno dei cuccioli nati nel 2015 da Gilda e Gollum di Montericco, e dei quali, se frequentate un pò il sito, avrete già letto in giro. Però vi risparmio la fatica di spulciare la gallery dedicata: di lui da cucciolo esiste soltanto una foto, questa qui sotto, poiché fu il primo a lasciare l’allevamento.


Sapevamo che era rimasto nei paraggi, sapevamo che i suoi proprietari erano nostri coetanei ma non immaginavamo che il destino, due anni più tardi avrebbe intrecciato di nuovo le fila delle nostre vite.
Finchè un anno fa trovammo una sua foto sulla nostra pagina: Grappo era diventato un gran bel cane, tipico, di costituzione robusta, sguardo bracco e inconfondibile dolcezza. Oltre che incredibilmente somigliante al nonno Ulisse.
Ma era un bel cane per davvero o era solo moooolto fotogenico?

E’ bastato intravederlo scendere dalla macchina al nostro primo incontro per fugare ogni dubbio: buona la prima.
Grappo Gino è un soggetto morfologicamente
ideale, corretto, ben costruito, dotato di tutto ciò che non può mancare ad un bracco italiano. Ha una personalità bracca, un carattere sereno, spigliato, in pace col mondo, senza ombre o paranoie. E il suo fenotipo non è che l’involucro di un patrimonio genetico che per noi è oro colato.

PhotoPedigree Grappo Gino di Montericco

La grande sintonia che da subito si è creata tra lui ed Olena, nei momenti di gioco come a caccia, è stata la ciliegina sulla torta che ci ha definitivamente convinti del fatto che Grappo fosse quello giusto per lei, colui che potrebbe consentirci (il condizionale è sempre d’obbligo!) di gettare le basi del nostro progetto allevatoriale: fissare le caratteristiche positive tramandate da Rosco ai suoi discendenti (celebri e non) arricchendole di quel prestigioso e variegato pool genico che include i cani di Casamassima, Bianca la mamma di Olena e Pila di San Leo, nonna di Grappo.
La nostra speranza quindi è quella dar vita a soggetti sani, tipici, dalle naturali doti venatorie.
Che abbiano l’istinto e il cuore di Rosco.
L’intelligenza e il fenotipo di Ulisse.
Lo splendido carattere e la struttura di Grappo Gino.
La passione per la caccia e la grinta di Olena.
Che parlino dei noi e dei bracchi del nostro cuore, del passato del presente e del futuro che vorremmo non perdere mai, ma che speriamo di rincontrare attraverso le generazioni.