Questo cane non è un circo

Sia messo agli atti che io questa cosa dell’addestramento non la volevo neanche cominciare, non tanto per scetticismo riguardo all’utilità del tutto, quanto perchè conoscendomi sapevo benissimo come sarebbe andata a finire.
Mi sono presentata al campo perchè c’avevo il cane che tirava al guinzaglio e dopo 1 mese me ne frego di tutto il resto, purchè Olena impari a fingere di essere stata sparata quando dico “BANG” tenendo le dita a pistola.

E’ che c’ho preso gusto e la cosa non mi dispiace affatto.
Lavorando con Olena ho scoperto quanto mi piaccia relazionarmi con lei e la sua mente modellandola, innescando ogni volta una sorta di ragionamento e vederla pensare.
Ci lanciamo nell’apprendimento dei nuovi comandi con entusiasmo, anche se talvolta mi tocca incassare con nonchalance il fatto che lei mi dia la pista, prevedendo l’evoluzione dell’esercizio mentre io sono ancora li con la maestra di fianco che mi spiega per la terza volta quand’è il momento giusto di pigiare il clicker.

Abbiamo superato il primo step di bon ton canino, quello dei comandi di base e sono pronta a condurla al livello successivo, dove si mettono insieme i pezzi per realizzare comandi più complessi anche se perfettamente inutili, come il play dead appunto.
Prima di digievolverci allo stato di bulgari circensi, lascio in questo post quel che resta della nostra reputazione, una sorta di diario fotografico dei comandi appresi e più o meno metabolizzati fino ad ora, ringraziando sempre la nostra maestra Cristina Zeni per la luce appassionata e contagiosa di cui brilla nel suo lavoro e che illumina il nostro percorso.

Oltre alla condotta al guinzaglio e il primissimo approccio alla presentazione in expo di cui vi avevo parlato in questo articolo, ci siamo concentrate inizialmente sui 3 comandi di base: seduta, terra, in piedi.
Il seduta non abbiamo dovuto insegnarglielo ma solo rinforzarglielo  dato che ce l’aveva innato, dote peraltro ereditata da me.

Da questo punto in poi ci siamo sbizzarrite immaginando scenari apocalittici per i quali avremmo dovuto essere preparate manco fossimo nell’esercito.
Non credo sarà mai di qualche utilità insegnare al cane ad attendermi da qualche parte legato ad un palo, il mio animo tachicardico-per-la-minima-cazzata mi impedisce anche solo di pensare di lasciare la mia Ciccia fuori da un locale tutta sola ed incustodita, ma ci siamo comunque preparati all’evenienza con questo esercizio, premiando gli stati d’animo tranquilli e non i mugolii isterici.
Con non poca soddisfazione ad Olena della mia assenza non è mai fregato un accidente.

La maestra inoltre ci ritiene prontissime ad affrontare il ring, così vivo alternando momenti di serena rassegnazione a panico e Lexotan.
Per metterci una pezza ed evitare l’infarto, nell’ultimo mese insieme alla mia altrettanto anZiosissima amica Laura ed il suo meraviglioso weimaraner Chablis, ci siamo dedicate alla meditazione espositiva, inteso proprio come terapia di gruppo per gente che c’ha problemi a presentare il proprio cane in un recinto con altra gente.
Ogni settimana ci esercitiamo su comandi diversi con tutti e 3 i cani in contemporanea, meglio se in luoghi pubblici e affollati, con bambini ineducati e anziani impiccioni.

resta

Laura non lo sa ancora, ma visti i risultati quasi quasi sul ring con Olena ci mando lei!

ring

Un semplice resta portato ad un livello superiore, intensifica la concentrazione e permette di giocare sulla distanza, i tempi di attesa e il comando liberatorio.
Nel mio caso Libera.

Ho poi chiesto a Cristina un esercizio che congelasse il cane in posizione corretta sul ring nel caso io possa svenire all’indietro.
Al momento di insegnarglielo però il clicker s’inceppava.
Con ogni probabilità ad Olena verranno fuori un sacco di tick.

stop

Sempre considerando un possibile svenimento (però in avanti), voglio che Olena sia pronta ad indietreggiare per non soccombere sotto il mio dolce peso.
Da qui l’ordine Back su cui dovremo lavorare a lungo dato che la cagnolina non ha ancora intuito l’entità del pericolo che corre.

back

Infine il rotola, il comando più simpa di sempre!
Sfortunatamente sia Ulisse che Olena odiano dare la pancia, difficilmente si sottomettono o semplicemente si sdraiano sulla schiena. Sto provando ad insegnarglielo per pura sfida con me stessa ma so già che non sarà facile, però se c’è riuscito Ulisse…

rotola

In questa foto l’imbarazzo di Olena colta in un momento di intimità con la sua pallina.