Handle(r) with care

Dunque facciamo il punto della situazione.
Olena ha 8 mesi.
Ha superato in altezza lo zio Ray che adesso coi cazziatoni ci va un po’ più manzo.
E’ ancora un grissino ma sticazzi.

Ha vissuto le sue prime giornate di caccia in solitaria, con il padre e con altre puccio-bracchette obese della zona, familiarizzando con caprioli, fagiani, beccacce e beccaccini comportandosi in maniera egregia nonostante la vita sinora trascorsa tra divani, lettoni ed ammmore.
Siamo rimasti un po’ delusi.

8 mesi
8 mesi

Non è ancora andata in calore, evento che si verificherà sotto congiunzioni astrali qualsiasi purchè a noi avverse, trasformando la nostra esistenza in un incubo.
Il momento meno adatto e per questo più quotato, sarebbe senza dubbio la prima esposizione alla quale ci iscriveremo, meglio se con entrambi i cani, meglio se richiederà più di 6 ore di viaggio, meglio se ci sarà da pernottare in albergo, meglio se alla fine della fiera arriveremo ultimi.
Che ormai anche sta roba delle mostre sta diventando un pensiero sempre più concreto, per non parlare del fatto che mentre noi ridiamo e scherziamo c’è gente che col cucciolo ha già iniziato il campionato mirando all’ambitissima qualifica GPE.
Purtroppo la nostra religione ci impedisce di credere nel mare di opportunità offerte dal diventare una Giovane Promessa ENCI  – un ventaglio talmente ampio che manco te la segnano sul Pedigree del cane – ecco perchè per debuttare ufficialmente, noi aspetteremo l’età adulta ovvero i 15 mesi.

Ce ne mancano ancora 7 e io c’ho già l’anZia.
Non tanto per la competizione in sé, quanto perchè sul ring sta povera cagnetta qualcuno ce la deve pur portare e logica vorrebbe che siccome lei è mia, quel qualcuno dovrei essere io.
Tranquillamente anche no.
Oddio, va detto che io non li sopporto quelli che c’hanno due gambe, nessun problema di deambulazione ma sul ring col LORO cane ci mandano un altro – un’altra – un’altra mezza nuda.
Sono dell’idea che se io e il mio cane dividiamo il letto e buona parte della vita vuol dire che siamo una squadra, indi per cui se c’è da fare una bella figura la facciamo insieme, se c’è da farsi buttare fuori dal ring a pedate offriamo le nostre natiche all’unisono.
Ppperò è anche vero che io c’ho un problema con la forza di gravità e con la coordinazione dei movimenti di base, per non parlare di una lieve inettitudine alla vita in generale.
Sono la nemesi di me stessa ed ogni occasione è buona per tentare di uccidermi.

Questo per dire che se io mi azzardassi a presentare Olena o un altro cane random, sono altissime le probabilità che io su quel ring cercherei di sabotare me stessa inciampando, schiantandomi contro l’assistente, pestando le zampe al cane rendendolo zoppo quindi ingiudicabile, non accorgermi che quello davanti si è fermato e tamponarlo, non capire le domande del giudice, fare casino col guinzaglio trasformandomi in un insaccato vivente, cadere sopra il cane di un altro uccidendolo, dopo 1 giro di ring non avere più fiato per rispondere a qualsiasi domanda prima di 3 ore, perdere il controllo del cane che si fionderebbe nel ring accanto per prendere a sberloni un bichon frisèe appena fonato, non capire di aver perso classificandomi dopo il maiale e uscire dal ring esultando come una tarantola drogata.
I rischi sono molteplici e tutti a portata di mano, credetemi.
Dunque sono davvero sicura di voler rovinare il debutto tra i grandi della mia Ciccia per puro cameratismo ed orgoglio personale? No.

Con ogni probabilità sarà Andrea a condurla sul ring, chè lui coi cani ha il tocco magico ed è infinitamente meno cojone, meno emotivo e sopratutto più preparato di me.
Purtuttavia c’ho pensato e sono giunta alla conclusione che almeno una volta nella vita l’emozione del ring mi piacerebbe provarla: dando per scontato che una colossale figura di merda sarà inevitabile, forse possiamo limitare i danni preparandoci a dovere.
Se per la mia goffaggine non c’è cura, sull’Olena indemoniata ci si può ancora lavorare.


Ma come, chè io non riesco a uscire con lei al guinzaglio senza venire trascinata sull’asfalto per tutto il quartiere a meno che non scelga di prendere in pieno un platano o una cabina telefonica per terminare la mia corsa?
Infatti, se per il seduto, il terra, il richiamo e il riporto sono riuscita a farmi intendere velocemente con dolcezza e pazienza, sulla condotta al piede – lo devo ammettere – ancora non ci siamo.

A sentire gli anziani del bar (è per dire, non frequento i bar, santo cielo no!)  – che in fatto di addestramento sono sempre all’avanguardia – io sbaglio perchè sono una donnetta sensibile, mentre l’unico mantra dell’uomo domatore di cani dovrebbe essere “dag do stanghedi!” ovvero, appena il cane sgarra giù botte!
Adesso, io non dubito che la cosa delle stangate funzioni anzi, sono certa che nel 1200 funzionava senz’altro, ma credo che nel 2015 possano forse esserci dei metodi alternativi ma ugualmente efficaci per insegnare ad un cane quelle 3-4 cosette che ti possono tornare comode nella quotidianità, tipo evitare di farti sdraiare da un tir sulla via Emilia perchè tu hai deciso di attraversare e il quadrupede invece no.
E’ stato così che per tagliare la testa al toro e riprendere il controllo dei nostri avambracci, ci siamo rivolti ad un’addestratrice, che prima di essere una professionista estremamente preparata è per noi una grande amica, Cristina Zeni.

Allevatrice di bassotti e terrier con l’affisso “del Bosco Magico”, preparatrice e addestratrice di cani da caccia e non a tutti i livelli e per qualsiasi tipo di attività presso il centro cinofilo di cui è titolare, “La Capanna” a Borzano di Albinea (RE), la zia Cri ci ha preso in cura dopo aver conosciuto Olena ma soprattutto dopo aver toccato con mano la mia totale incapacità di convincere me stessa, ma più che altro il cane, a fare qualunque cosa.

Sono stati sufficienti i primi 10 minuti di lezione per farmi capire quanto avessi disperatamente bisogno di aiuto.
Non eravamo ancora entrati al campo che Cristina avevo già preso il controllo della situazione ottenendo la più completa attenzione e venerazione da parte di Olena, solo puntando su gentilezza e gastrocentrismo o per dirla come se nella vita non mi fossi mai occupata d’altro, sul Rinforzo Positivo: premiare il cane quando risponde in modo corretto alla nostra richiesta, negargli complimenti o attenzioni quando sbaglia.

Erano mesi che io provavo a convincerla a starmi dietro senza successo, a Cristina è bastato inziare a camminare con un biscotto in mano per dare inizio ad una serie di esercizi che Olena eseguiva alla perfezione dopo solo un paio di ripetizioni.
Amo quella cagnetta con tutto il cuore ma penso di non averla mai ricoperta mentalmente di insulti (amorevoli) come quando l’ho vista tenere il passo con Cristina senza mai provare a strattonarla mezza volta.
Quando è arrivato il mio momento non potevo credere che stesse funzionando sul serio!

Una volta rotto il ghiaccio, ci siamo concentrate per prima cosa proprio sull’attenzione e sull’interesse che il cane deve nutrire nei confronti di chi lo conduce, e chiunque abbia un bracco italiano sa bene quanto il loro essere fogne a 4 zampe faciliti il compito se in gioco c’è del cibo.

Poi siamo passate al guinzaglio mantenendo il focus sul rinforzo positivo ma soprattutto sull’atteggiamento che io prima di lei devo tenere in determinate e diverse situazioni (sul ring, in centro, in presenza di una distrazione o di un altro cane): concentrazione e coerenza sono imprescindibili quando ci si relaziona a lungo termine con un cane ed io a volte, sempre per il famoso discorso dell’autosabotaggio, manco di entrambe.

Con 1 lezione Cristina mi ha aperto un mondo fantastico e mi ha permesso di tornare a casa con nuova consapevolezza e voglia di mettermi in gioco.
Sembra impossibile ma dopo sole 2 lezioni Olena è già un cane diverso, infinitamente più attenta, più disposta al ragionamento e meno caotica nella sua voglia di ribellarsi all’autorità (tutta suo nonno).
Quest’avventura che abbiamo iniziato per gioco si è già trasformata in una salutare dipendenza che non vedo l’ora di scoprire quanto lontane ci porterà.

Sicuramente sul ring insieme, prima o poi!