5 mesi e 10 giorni

Tralasciando per un attimo le inutili polemiche sempre presenti nel mondo dei bracchi (ormai non me ne curo più perchè chi nasce tondo non muore quadrato e le dimostrazioni dettate dalla logica sono solo tempo perso di fronte a queste persone non avvezze a nessun tipo di ragionamento), volevo aggiornarvi velocemente sulla crescita della bimba.

Olena ha da poco festeggiato i 5 mesi.
Nonostante la giovane età, stiamo lavorando per consolidare le basi indispensabili per formare un individuo gestibile e non un barbaro quadrupede di 25 kg.

Questo richiede un lavoro su più fronti, praticamente un’imboscata.
Giulia ne cura le buone maniere e l’educazione mentre io cerco di formarla venatoriamente.
Per fare questo, portiamo la sottile bracchetta ovunque, alternando passeggiate in centro lungo le vie affollate a scampagnate nei campi.

Come si comporta ? La costante è che rispetto alla sua piccola mole e al luogo dove si trova, tirerebbe sempre come un bufalo cafro se ogni 10 passi non la richiamassimo all’ordine. C’è da dire che basta poco per farla tornare in riga.
Ha già ben chiaro quello che può e quello che non può fare ma la tentazione e la voglia diprocedere per i cavoli suoi sono sempre forti.
Poi succede che a un certo punto le scatta una lampadina, si mette al fianco e procede senza tirare e senza richiedere ordini, inutile dire che in questi momenti il nostro ego sale in cielo.

Allo stesso tempo, quando posso e quando la fortuna mi assiste nelle mie uscite a caccia, le faccio annusare e vedere le prede che io e suo padre prendiamo. Quando avverte l’odore impazzisce, e se le permetto d’abbocarle, si vede questo botolo d’ossi che corre avanti e indietro con il beccaccino o il fagiano in bocca, sfoggiando un piacere nel riporto che entusiasma.

Ho pensato di iniziare a mettere un po’ di ordine in questa disciplina e così, munita la bracchetta di lunghina, le ho fatto fare alcuni riporti guidati, per evitare che divaghi troppo nel consegnare la preda. Premesso che è giovane, ho ripetuto l’esercizio un paio di volte con buoni risultati senza richiedere altro.
Ripeterò nei prossimi mesi .
Vederla avventarsi sull’immobile pennuto e trascinarlo a me (i fagiani sono ancora più grandi di lei) lascia sperare molto bene.

Altro cosa importante è quella riguardante i viaggi.
Credo che siano pochi i cuccioli in Italia e in Europa ad avere sulle spalle i chilometri che lei ha percorso in 5 mesi di vita.
Qui è partita avvantaggiata, visto che dopo averla ritirata a Mottola (TA) si è fatta 900 km in 18 ore, dopo 2 giorni altri 200 e quasi ogni 20 giorni altri 400. Frequentemente ci spostiamo in auto, quindi ci teniamo che non soffra e che si comporti come si deve.
A dire la verità ci basta che non imiti il nonno Rosco che abbaiava come un treno per tutto il tragitto (e anche una volta arrivati, e prima di pranzo, e per entrare, e per uscire, e per far sgridare Ulisse, e per fare la pipì,…).

Olena ha capito che l’auto serve per andare a divertirsi quindi l’accetta volentieri, non sbava più nemmeno lungo le strade di montagna.
Si mette seduta e guarda i veicoli dietro quando è libera nel bagagliaio, se è chiusa nel box si acciambella e dorme.

Giulia ha introdotto il comando “terra” che esegue, non contentissima ma lo fa.
Il prossimo step è di fermarla con il seduto o il terra a distanza, ci piacerebbe iniziare la condotta al piede senza guinzaglio, ma forse stiamo mettendo troppa carne sul fuoco.
Il fatto è che dimostra una facilità d’apprendimento che stimola noi stessi a cercare sempre nuovi esercizi, per questo già un paio di mesi fa, svaligiammo la biblioteca pubblica da tutti i volumi sull’addestramento dei cani e dei leoni.

La sto portando anche fuori, poco in verità perchè dalle prime uscite mi sono accorto che la bracchetta dimostra molta passione e un grande spirito d’intraprendenza. Questo da un lato mi esalta, perchè vedere questa puffettina che salta tra gli erboni, si allontana seguendo emanazioni danzando con il nasco al vento fa letteralmente sognare per il suo futuro venatorio, ma allo stesso tempo mi sento carico di responsabilità per fare sbocciare tutte le sue qualità, quindi procedo con i piedi di piombo.
Non l’ho mai fatta uscire “in caccia” con il padre, perchè non condivido l’idea di affiancare un cane così giovane a uno così esperto , anche solo per gioco.
Ritengo che i cuccioli/cuccioloni debbano sempre uscire soli, fare le loro esperienze nel bene e nel male e solamente quando il loro dressaggio è perfetto, si può affiancarli a un cane esperto e sicuro.

Quando la sgancio cerco di farle fare tutte quelle cose che si richiedono a un cane adulto, in maniera non diretta ma con una serie di esercizi per farle capire il concetto.

In primis non la chiamo mai. Cerco di limitarmi nei richiami e nei suoni.
Credetemi per me non è facile, sono uno che parla anche nel sonno e procedere imponendomi la regola del silenzio è una fatica immane.
Altra cosa, cambio spesso direzione , appena la vedo concentrata sul suo percorso , mi allontano e cambio la direzione del mio (ovviamente quando vedo che divaga e non sta “cacciando”).

Con questo sistema vorrei aumentare il collegamento e la sua attenzione verso di me.
Quando si accorge che procedo in un altra direzione, correndo viene verso di me, e qui dandogli indicazioni con le mani, l’accompagno invitandola a seguire il nuovo percorso. A tutto questo aggiungo momenti in cui richiamo gli esercizi di base, il seduto ,il terra ,e degli spostamenti con la bracchetta guinzagliata per richiamarle la condotta.

Aspetto con trepidazione i prossimi mesi poichè crescendo, potremo aumentare la durata di questi momenti lavorativi.
In futuro avremo molto da lavorare, ci saranno periodi in cui non ci capiremo, non migliorerà e magari ci farà venire dubbi su quanto appreso fino ad ora, ma specialmente in quei momenti la nostra passione ci porterà a lavorare ancora più duramente per formare la magnifica bracchetta che è Olena.