Bloody Olena

Da quando Olena è con noi, sono rincojonita.
Ok, più rincojonita.
Tra il leggere libri su come educarla, staccarla dalle orecchie di Uli, pulire i suoi bisogni (ormai di dimensioni epiche), rimediare ai suoi casini, pianificare viaggi che poi non facciamo perchè a rotazione qualcuno finisce dal veterinario e invadere la rete con foto ritoccate, non riesco più a portare a termine niente.
Non ho neanche più le energie per cercarmi un lavoro.
Io che non uscivo di casa con lo smalto sbeccato, adesso mi trascino ovunque con i pantaloni perennemente sbavati, le maniche crivellate, l’orologio devastato da solchi e graffi, briciole di crocchette in ogni dove.
Da pochi giorni poi, alla lista dei danni a cose e persone, si è aggiunta la variante al sangue. La ragazza infatti sta cambiando i dentini e ciò avviene quasi sempre – guarda caso – durante gli assalti alla mia persona o ad oggetti ad essa collegati, tipo quel libro costosissimo che mi era stato prestato e che ovviamente ho dovuto ricomprare.
Ma anche se adesso la colonna sonora della nostra vita è la musichetta de ‘Lo squalo’, siamo felici.

Certamente in modo diverso.
Le mie personalissime gioie quotidiane sono vederla fare la pipì nel posto giusto, eseguire un’impeccabile seduta + ferma, le due ore di siesta (dei cani) dopo pranzo, Andrea che mi dice vai pure che la guardo io, la fine dei vaccini, scorgere in mezzo alle bollette 6 – dico 6 – buoni sconto del negozio di animali con cui asciugarsi le lacrime alla fine della prossima confezione di mangime.
A proposito, finora ne abbiamo cambiati 4 – facendo attenzione ai valori nutrizionali più che alla marca ma mantendenoci sempre sull’eccellenza – e ci siamo fatti un’idea di quello che Olena preferisce: le crocchette di Ulisse.
Qualsiasi esse siano non importa la marca, il colore, la forma o il sapore.
Eppure noi ci sbattiamo un sacco davanti a quegli scaffali.
Non sono sicura che le piaccia il cervo
No, questo è da poracci!
Questo costa troppo poco (!)
Di cosa sa la tapioca?
Questo lo usa tizio e gli è venuto il cane storto
…ma a lei non interessa.
Quando è a circa metà della sua porzione, si catapulta sulla ciotola di Ulisse e la svuota mentre lui, da bravo padre zerbino qual è, si fa da parte senza neanche pensare di ricambiare il favore o cazziarla in qualche modo.

Non avremmo scommesso una lira sull’aureola di santità che adesso lo circonda, in certi momenti sembra di rivederlo cucciolo che corre appeso alle orecchie di Rosco che incassava senza mostrare insofferenza. O quando già adulto stuzzicava suo padre a buttare giù dal letto il vicinato a suon di abbaiate, vorticandogli intorno fino a farlo impazzire per poi mettersi in disparte come il più omertoso dei traditori.
A Rosco sarebbe piaciuta un sacco, insieme ne avrebbero combinate di tutti i colori.
Ma la vita è una ruota che gira e anche per Ulisse, l’eterno pischello, è arrivato il momento di diventare grande.

Vogliamo parlare di Olena?

4 mesi e mezzo

4 mesi e mezzo

No dico, dov’ero io mentre questo….

…diventava questo?

Chi ha scambiato la mia piccolina…

…con l’erede di Satana?

A 4 mesi e mezzo Olena pesa poco più di 12 kg ed è tutta gambe: 50 cm di garrese contro i 70 del papà!
Sta mettendo su una cassa toracica niente male, classica del bracco italiano più tipico, che a noi ricorda quella del nonno Rosco e della mamma Bianca.
Dal papà invece ha preso il metabolismo e la spocchia, detta anche ‘sindrome del primo della classe’: la trovi sempre a sgomitare in prima fila, sempre più composta di Ulisse, sempre in anticipo su quello che le stai per chiedere.
Furba, bulletta e prepotente.

La scorsa settimana ci siamo accorti che il collarino le andava stretto.
Era quello di quando l’abbiamo portata a casa, lo stesso che usammo per Rosco e Ulisse.
Siamo corsi ai ripari con un collare regolabile, metà stoffa metà catena, molto casual molto trendy molto easy molto chic ma soprattutto schifosamente comodo e risparmio-friendly.
Avevo preso in considerazione l’idea della pettorina che qualcuno ritiene sia d’aiuto soprattutto per quando il cane tira, ma pensandoci – cosa che mi capita raramente – credo sia l’esatto contrario. Fisicamente parlando, con la pettorina si forniscono al cane non 1 bensì 4 perni su cui fare leva – vedi cani da slitta – per cui la situazione al guinzaglio, sempre secondo me, non può che peggiorare.
Che Olena tiri come un toro in calore però è vero, che io sia ad un passo da una crisi di nervi ogni volta che la porto a spasso lo è altrettanto, tuttavia preferisco concentrarmi più sulla disciplina che sugli accessori, anche per una questione di soddisfazione personale.
Il giardino e i campi recintati dietro casa poi sono il male assoluto, un’arma a doppio taglio che se da una parte ci libera dall’obbligo di portarla a spasso, allo stesso tempo ci impigrisce col risultato che raramente Olena esce da casa al guinzaglio più di una volta al giorno.

Intanto questa settimana abbiamo cassato dalla lista delle cose da imparare il terra.
Ad Ulisse non è mai piaciuto e tuttora lo fa controvoglia dopo mille mugolii.
Siccome il sangue non è acqua, anche Olena non ne è entusiasta ma hey, per prelibato bocconcino ripieno fa questo e altro.
In quasi tutti i libri che ho consultato, il terra si dovrebbe ottenere mostrando il biscotto al cane, portandoglielo all’altezza del muso per poi abbassarlo fino a posarlo a terra in mezzo alle zampine.
A quel punto il cane, manco fosse pagato, dovrebbe sdraiarsi e tanti complimenti.
E io così ho fatto. C’ho provato con tutta la serietà e la convinzione del mondo.
-Biscotto in mano all’altezza del naso, giù lentamente, posato in terra in mezzo alle zampe.
Terra!
Olena ha seguito il biscotto poi mi ha guardato accigliata con un enorme punto interrogativo disegnato in fronte, dopodichè si è chinata senza neanche piegare le gambe e se l’è pappato.
Stavo per sdraiarmi a pelle di leopardo al fine di mostrarle come fare quando è sopraggiunto Andrea, il quale mi ha mostrato l’alternativa al metodo Gandhi dei manuali moderni: il terra de no’artri.
Si parte col cane seduto, si porta il bocconcino verso il basso e quando il cane fa per abbassarsi lo si spinge delicatamente verso terra ripetendo Terra o Giù, come vi pare.
Non c’è violenza, non bisogna seppellirla, basta una spintina dolce ma decisa.
Dopo un paio di ripetizioni, bastava toccarle la schiena che Olena aveva già capito dove si andava a parare.
Adesso a distanza di 3-4 giorni dall’inizio delle lezioni lo fa in autonomia, al terra si sdraia.
Anche Ulisse, più o meno.