Sò figo, sò monello, dell’Italia sò er più bello!

Ieri, nel parco sulla destra dell’unico incrocio di Gradisca d’Isonzo, si è svolta un’altra esposizione internazionale alla quale non vedevamo l’ora di prendere parte al fine unico e incommensurabile di far concludere il campionato ad Ulisse.

Per masochismo le gare ce le scegliamo sempre più lontane e solo dopo 4 ore di macchina raggiungiamo il Friuli-Venezia Giulia, comprensibilmente piazzato ai confini del mondo.
Riusciamo a sbagliare strada e ci ritroviamo nel parcheggio dell’Ikea, alternativa turistica che per il vostro bene vi prego di considerare, dopodichè finalmente eccoci sul patibolo verde a.k.a. Piazza Unità d’Italia.
Nel caos generale individuiamo il nostro ring che fortunatamente è defilato (è il 13 d’agosto oltre al caldo anche lagggente no, dai!) e per sfuggire alla calura otteniamo con la forza il monopolio di un bellissimo albero, poco importa se in quel momento la percentuale di tuoni e fulmini segna il 110%.
Per il masochismo di cui sopra la ignoriamo e iniziamo una distesa di asciugamani e tovagliette praticamente dentro al ring sfoderando con orgoglio il nostro livello: Master in accampamento selvaggio. La nostra inettitudine però subisce un duro colpo quando esibiamo il costosissimo trasportino di stoffa acquistato per la comodità del nostro bracchetto.
Insomma, peracottari ma con stile.

Quando il giudice Fagerstrom arriva, inizia lo show.
Davanti a noi sfila l’eleganza assoluta dei setter irlandesi, la potenza e l’essenzialità di drathaar & kurzhaar, il grigio grigio dei weimaraner ma soprattutto la totale assenza del pastore del caucaso.
Il nostro turno comincia che siamo ad un niente dalla disidratazione ma davanti allo stoico Fagerstrom ci scateniamo.

L’analisi del giudice finladese è scrupolosissima e non fa prigionieri: ogni esemplare deve correre da solo e con gli altri più e più volte dopodichè viene esaminato in ogni dettaglio dai denti alle ossa delle zampe, così al posto del verbale finale vi viene consegnata una tesi di laurea.
Vista da fuori la dinamica può sembrare lunga e noiosa (oddio, lo è!) ma valorizza i soggetti che lo meritano davvero non lasciando spazio a tutti quelli che ce stanno a provà, e ogni tanto ci vuole.
Ulisse riceve un sacco di complimenti e scala la classifica ottenendo il 1° Ecc.  C.A.C. mancante al suo libretto di lavoro che ci permette di iniziare le pratiche per la proclamazione a Campione Italiano di Bellezza!

Alla consegna del libretto di lavoro poi scorgiamo un altro attestato, la qualifica di Riserva C.A.C.I.B. che non sfrutteremo per il circuito Internazionale (per ora) ma che ci aggrada un tot.

Sulla strada verso casa il pensiero va a Rosco che una settimana fa, all’improvviso, ci ha lasciato.
Questo, tutto questo, è dedicato a lui.