A compendio di un articolo che scrissi intorno allo stesso argomento ormai 9 (nove) anni fa – peraltro con una spensieratezza che oggi non saprei più dove andare a cercare – torno sulla questione perchè mi è stato chiesto di approfondire e se posso aiutarvi, volentieri.
Quindi:

Che differenza c’è tra maschio e femmina di bracco italiano?
Quale scelgo?
Spoiler: non moltissime e dipende.
Ma prima di chiarire, permettetemi di complicare le cose.
Per rispondere bene alla domanda infatti, non la si può ridurre ad una mera questione sessuale: ad influire enormemente ci sono almeno altri tre aspetti il cui peso specifico non può essere ignorato.
- L’individualità del soggetto, cioè il suo carattere, le sue inclinazioni, i sogni nel cassetto, l’intelligenza e l’indole. Se volete la sua personalità.
- La selezione da cui deriva quel cane, la linea di sangue, il progetto a monte della sua nascita e per certi versi anche la sua ideale destinazione d’uso (manco fosse un pergolato) che sia la caccia, le prove di lavoro, le esposizioni o altro.
- Non ultimo, il posto che intendiamo riservagli nella nostra vita, perchè le esperienze, l’educazione, l’ambiente e la compagnia bipede/quadrupede che gli mettiamo a disposizione così come gli stimoli che gli offriamo, incidono sulla sua forma mentis quindi sui comportamenti e sul suo modo di interagire con tutto ciò che lo circonda.
Non è il sesso a fare del vostro cane un ausiliare più meno venatico, più o meno elegante, più o meno caparbio o più o meno stiloso, così come non ne determina la dolcezza, l’equilibrio o la versatilità con i quali ci accompagna nella vita.
Il bracco italiano è in generale mansueto, molto intelligente, sensibile, affidabile ed equilibrato e, se si sceglie questa razza consapevoli delle sue esigenze e peculiariatà, è impossibile pentirsi.
Tuttavia, poichè quella tra maschio e femmina rappresenta una scelta spartiacque che condizionerà notevolmente i successivi 10-12 anni insieme, vale la pena evidenziare gli aspetti che possono contraddistinguere i due sessi, partendo dalle basi.
La morfologia
Al di là della necessaria presenza di testicoli nei maschi, l’unica sostanziale differenza fisica menzionata nello Standard morfologico riguarda l’altezza al garrese: preferibilmente tra i 58 e i 67 cm per i maschi e i tra i 55 e i 62 cm per le femmine.
L’unico modo per distinguerli sarebbe quindi girare con un metro da sarta nel taschino?


Se è vostra abitudine ok, però no.
Certo la stazza è un grosso indizio, dato che il maschio ha di solito anche una corporatura più robusta e muscolosa, mentre la femmina è di taglia inferiore, più asciutta nelle forme e raffinata nei lineamenti.
Ai fini del discernimento però è meglio focalizzarsi sulla testa, che fa la razza e, auspicabilmente, anche il sesso.
Infatti è a livello del cranio che sono concentrati quei caratteri che con un pò di esperienza saltano subito all’occhio e che sono essenziali sia da apprezzare che da mantenere, poichè nel bracco italiano come in tutte le altre razze canine, il dimorfismo sessuale è importantissimo.




In linea di massima si può dire che la testa del maschio è più “importante”, dalle linee più abbondanti e dai profili più marcati, mentre la femmina è caratterizzata da lineamenti più fini e affusolati – per esempio a livello delle labbra che risultano più sobrie, meno abbondanti di quelle maschili e di conseguenza anche meno bavose.
L’indicatore definitivo di femminilità e mascolinità è la conformazione degli occhi, quindi lo sguardo: caratteristico fin da cuccioli, nei maschi adulti è bonario ma allo stesso tempo profondo e determinato.
L’espressione delle femmine invece trasuda dolcezza, intelligenza e serenità.


Il carattere
Per quella che è la mia esperienza, ritengo che caratterialmente maschio e femmina siano più simili che dissimili e che a fare davvero differenza sia la personalità del singolo soggetto.
I minimi comuni denominatori sono la docilità, la curiosità, l’attaccamento al padrone, la spregiudicatezza, la continua ricerca di compagnia, la bassissima territorialità e l’ancor più bassa aggressività inter e intraspecifica.
Dopodichè boys will be boys, nel senso che i maschi (di tutte le specie viventi) sono notoriamente più minchioni lenti nello sviluppo e un pò testoni nell’apprendimento, ma sono anche più giocherelloni, più appiccicosi, più imbranati e buffi.
La cosa particolare è vedere come con il passare degli anni non diventino mai dispotici o prepotenti: rimangono eterni cuccioloni.
Le femmine sono allo stesso modo carine e coccolose ma anche animate da un guizzo mentale che le rende più intelligenti, precoci, concrete e indipendenti.
Molte di loro sono anche più posate nella gestualità, aggraziate negli atteggiamenti e leggiadre nei movimenti. Comunque altrettanto ruffiane, giudicanti e paraculo.





La caccia
Non ci sono differenze nè sostanziali nè stilistiche: sul terreno è tutta questione di selezione e della pasta di cui è fatto il vostro cane.
Si può solo rimarcare l’ovvio cioè che il maschio, forte di una struttura più robusta e muscolare potrà rivelarsi più potente e più resistente nel paragone con una femmina che però sarà probabilmente più facile da addestrare perchè più sveglia, quindi maggiormente ricettiva fin dall’infanzia.


Non è strano neanche che il giovane maschio si lasci trascinare dalle distrazioni (odori, pisciatine, altri cani…) impiegando un pò di più a mettersi sul pezzo. Viceversa le femmine tendono a vestire prima e meglio i panni della cacciatrice, mostrandosi concentrate e determinate fin dalle prime esperienze.
Cosa impedisce a queste ultime di imporsi maggiormente e conquistare il mondo?
Esattamente: il calore, che due volte l’anno le obbliga in panchina, allontanandole dalla caccia e dall’addestramento come da expo e prove – oppure la gravidanza, dopo la quale però la fattrice può tornare in pista senza problemi.
La gestione
Se il nostro stile di vita e gli spazi in cui ospitiamo un bracco italiano sono adeguati alle sue esigenze, si va via lisci con entrambi i sessi.
Quindi più che altro dipende da come/dove viviamo noi e da come/dove pretendiamo di far vivere il cane.


Per esempio se la convivenza è prevalentemente domestica, bisogna tenere presente che con una femmina le cose si complicano durante l’estro perchè le perdite di sangue sono parecchie e abbondanti. E’ una cosa che si gestisce con qualche escamotage, ma di nuovo, dipende dal rapporto che abbiamo con il pulito e il mocho vileda.
Una soluzione è ovviamente quella di sterilizzare, ma qualora vi capitasse per le mani una bracca valida sarebbe un peccato privare la razza della sua genetica: la prospettiva allevatoriale, anche una tantum, è una possibilità da considerare al momento della scelta, dato che è la femmina (cioè i suoi proprietari) a scegliere il maschio per la riproduzione e poi a farsi carico dell’eventuale figliolanza.
La presenza di altri cani in casa è in assoluto l’aspetto più determinante.
Noi non abbiamo mai avuto problemi con nessuna combinazione: maschio-maschio / maschio-femmina / femmina-femmina, però le variabili sono troppe per dirvi che è facile per tutti.



In linea di massima, l’accoppiata maschio-maschio è la più impegnativa, non solo perchè per quanto gentili ed equilibrati non è scontato che vadano d’accordo e che non si mettano continuamente in discussione, ma anche perchè (ad esempio in giardino) sono più irrequieti e sporcano di più.
Un maschio e femmina interi, quindi da tenere separati in casa durante i calori, rischiano di mandarvi al manicomio – ma se uno dei due è neutralizzato abbiamo la quadratura del cerchio.
Con una coppia di femmine ci si può ritrovare alle prese con qualche piccolo battibecco dettato da una maggior inclinazione alla gelosia ma (a patto che almeno una delle due non sia una primadonna isterica) essendo più pulite, ragionevoli e discrete, trovato l’equilibrio si può raggiungere il nirvana.
Quale scegliere?
Alla luce di tutto quanto di cui sopra, direi che per una scelta consapevole bisogna adottare un approccio marzulliano: nel senso che c’è da farsi una serie di domande e da darsi una serie di risposte. Tipo:
- Perchè prendo un bracco italiano? Cosa ci voglio fare? Ho delle velleità/progetti?
- Ho altri cani? Maschi o femmine? Interi o sterilizzati?
- Dove vivrebbe? Casa, esterno, entrambi
Quello che emerge vi guiderà verso l’opzione che meglio si adatta alle vostre esigenze e al vostro stile di vita.
Detto questo è fondamentale ricordarsi che, a prescindere dal sesso, il cane rimane un impegno che una volta preso va rispettato. Per questo, ancor prima di pensare a quale possa essere la scelta giusta per noi, assicuratevi vi prego che sia soprattutto la scelta migliore per lui.





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