Se dall’Italia viriamo leggermente ad Est e ruotiamo il tricolore di 90° gradi, otteniamo l’Ungheria: ed è lì che facciamo tappa per il quarto episodio di questa saga dedicata ai paladini del gruppo 7.
Dopo il Weimaraner, l’Epagneul breton ed il Bracco Francese è il momento del Bracco Ungherese a pelo corto – anche noto come Vizsla – del quale sono qui a raccontarvi vita morte e miracoli con l’aiuto di Giorgio Silvi, cacciatore e utilizzatore della razza da 16 anni nonchè VicePresidente del AMVCI Vizsla Club, Federica Guerinoni anche lei Consigliere del Club ed Emanuele Merli, allevatore con affisso di San Colombano.


Per chi non conoscesse le regole del gioco, vi rimando al primo articolo della serie e vi ricordo che il mio lavoro, anche in questo caso, sgorga a cascata da un puro desiderio personale di conoscenza che ho poi il piacere di condividere – perchè rappresenti un buon punto di partenza – con chiunque nutra la mia stessa curiosità e passione verso i cani in generale, senza la pretesa, mai, di detenere il Vero nè di voler bypassare gli esperti di ogni singola razza, ai quali anzi vi invito a rivolgervi per tutti gli approfondimenti del caso.

Nome: Bracco Italiano
Gruppo: 7 – Cani da ferma
Sez. I – Continentale Italiano
Attitudine: cane da ferma versatile, specializzato sulla selvaggina da penna tipica dell’ambiente italiano.
Resistente, tenace, adattabile e collegato.
L’andatura tipica è al trotto.
Nome: Bracco Ungherese a pelo corto (Vizsla)
Gruppo: 7 – Cani da ferma
Sez. I – Continentale estero
Attitudine: cane da ferma versatile, specializzato sulla selvaggina da penna ma selezionato ed usato nell’est europeo anche su traccia e su pelo.
Resistente, adattabile e collegato.
L’andatura tipica è al galoppo, che spezza nel momento in cui entra in emanazione col selvatico.
Standard morfologico: esistono 2 varietà,
pelo corto e pelo duro.
In questo episodio esaminiamo
la varietà a pelo corto

Carattere:
Sensibile, riflessivo, curioso, energico ma anche sfacciato e ruffiano.
Definito cane “velcro“, il Vizsla è un cane gioioso praticamente privo di aggressività gratuita.
Adatto alla vita in famiglia:
E’ pur sempre di bracchi che stiamo parlando.
Non sorprenderà quindi scoprire che sia l’italiano che l’ungherese aspirano a diventare vostri coinquilini, adattandosi velocemente anche ai contesti familiari più numerosi e variegati.
Amanti delle comodità e della buona cucina, si abitueranno senza problemi agli ambienti domestici e alle nostre abitudini, diventando la nostra ombra.
Oltre al grande attaccamento verso i membri della famiglia, il Vizsla in particolare si mostra spesso fin troppo amichevole anche nei confronti degli estranei.

Affidabile con i bambini (in supervisione):
In un’epoca in cui qualsiasi razza viene spacciata come perfetta balia dei bambini, il bracco ungherese sembra esserlo sul serio, data la grande sensibilità e delicatezza con le quali si approccia ai più piccoli.
Può stare in appartamento?:

La risposta è certamente si, a patto che si comprenda appieno l’impegno che questa scelta comporta.
Per entrambe le razze, i soggetti raggiungono in media i 60 cm al garrese e, specialmente nel caso del Bracco Italiano, il volume che occupano è un aspetto da considerare attentamente – un pò come il pelo che perdono, l’acquolina (italiana) che sbavano e il bisogno di movimento che esigono.
Messo in conto tutto questo, farete molta fatica a trovare dei bracchi che disdegnino appisolarsi sul divano o sdraiarsi in diagonale sul vostro lettone. Sono cani, mica stupidi.
Potenziale distruttivo:
Da gestire, specialmente nel periodo infantile, quando i cuccioli esplorano il mondo a suon di mozzichi.
Ma dove c’è crisi c’è anche opportunità: si può infatti approfittare della tendenza a mordicchiare/ portare in giro gli oggetti per impartire l’educazione di base ma anche qualche rudimento di riporto e obbedienza. Un buon consiglio può essere quello di non rivolgersi al ladro di pantofole con tono di rimprovero strappandogli le cose di bocca, bensì incoraggiandolo a portarcele e a condividerle con noi in una specie di gioco. Non che sia facile o che risolva tutti i problemi, ma quello ludico e propositivo rappresenta un approccio più lungimirante rispetto alla classica sculacciata, soprattutto in una razza sensibile come il Vizsla e permalosa come il Bracco Italiano.
Utilizzi:

Al di là dell’attività venatoria, grazie alla spiccata addestrabilità unita al desiderio di collaborare con il proprio umano e al carattere estremamente affabile, il vizsla è utilizzato in discipline ludico/sportive quali canicross, bikejoring, trekking, agility ma anche impiegato in attività socialmente utili come il mantrailing e la pet therapy.
Con altri animali:
Niente è impossibile, ma una convivenza pacifica e a rischio zero – specialmente con le papabili prede (conigli, uccelli, gatti) – è improbabile e senza le dovute cautele, fortissimamente sconsigliata!
Ciò non toglie che il cane di famiglia, oserei dire di qualunque razza, possa instaurare dei legami affettivi con qualunque altro essere vivente considerato “di casa”. Certe dinamiche tuttavia potrebbero cambiare nel tempo, per questo un’attenzione particolare è d’obbligo.

Con altri cani:
Two is megl che uan?
Due, tre, quattro non fa differenza, tanto che sia italiano o ungherese non riuscirete a limitarvi ad uno soltanto. Ed entrambe le razze ben si prestano a convivere e lavorare con altri cani a prescindere dalla razza e a prescindere dal sesso. La ricerca di compagnia nei momenti di riposo e di un partner in crime nella caccia come nel gioco è caratteristica comune di entrambe le razze che, alla luce di un’adeguata gestione anche in considerazione delle personalità individuali, si rivelano equilibrate anche nei rapporti tra simili.


Addestrabilità (Sciura):
Il Vizsla è definito “cane velcro” poichè predilige un contatto fisico-visivo con il proprietario, ciò agevola la comunicazione su più canali oltre a quello fisico-vocale e lo rende facilmente gestibile e malleabile anche dai cinofili meno esperti. Non bisogna tuttavia dimenticare che pur sempre di un cane da caccia dotato di grande istinto venatorio si tratta, e che se non si ha esperienza con cani di questo tipo, il consulto di un educatore/professionista è sicuramente raccomandato.
Discorso diverso riguarda la testa pensante del bracco italiano che, per quanto affezionato e collegato al padrone, una volta mollato in campagna senza un pò di discipilna, diventa un velcro soltanto se si accorge che in tasca hai delle patatine.


Addestrabilità (venatoria):
Ferma e riporto sono doti intrinseche al DNA del Vizsla. Trattandosi di una razza polivalente e con un alto grado di addestrabilità è comunque molto facile insegnargli tutto quello vogliamo. Come il bracco italiano è molto sensibile e permaloso, motivo in più per evitare le maniere forti e optare invece per un addestramento precoce e paziente, partendo dai primissimi mesi dall’educazione di base (seduto, resta…) per poi passare al gioco della farfallina con la canna e ai riporti. Così facendo difficilmente si avranno problemi nell’addestramento sul terreno di caccia.



Performance:
Il Vizsla ama la caccia vera, praticata in qualunque tipo di ambiente, dal bosco alla montagna, dalla pianura alla palude. E’ un cane di grande resistenza e passa dal galoppo al trotto durante le fasi di accertamento fino ad arrestarsi in una ferma non eretta ma leggermente flessa sugli arti, solitamente con la testa e la coda in linea alla dorsale. La cerca è meticolosa, per questo difficilmente la selvaggina riesce a defilarsi di pedina: il metodo di caccia lo porta a scrutare il terreno in maniera felina e a seguire l’usta del selvatico fino a raggiungerlo. Per la sua efficacia il vizsla è spesso utilizzato anche come cane da traccia per il recupero degli ungulati. Essendo inoltre un patito dell’acqua (mare, lago, fiume) trova impiego per il recupero di acquatici nelle battute di caccia in lanca.



Punti di forza

Intelligenza
Adattabilità
Resistenza
Collegamento
Recupero

Intelligenza
Equilibrio
Riporto
Recupero
Amante dell’acqua
Propensione alla guardia:
Cura del pelo:
Il pelo non necessita cure particolari, ma ne perde parecchio durante tutto l’anno. La qualità (e l’odore caratteristico) della sua pelle invece dipendono da fattori genetici, ambientali e alimentari.
Il pelo non necessita di alcun tipo di cura poichè la tessitura gli permette una buona schermatura.
E’ sufficiente una pezza per il rimuovere il pelo vecchio nel periodo della muta.
Caudotomia (taglio della coda):
Ammessa (osservando le vigenti disposizioni sanitarie) per i soggetti destinati all’impiego venatorio.
Ammessa (osservando le vigenti disposizioni sanitarie) per i soggetti destinati all’impiego venatorio.Si predilige la presenza dei 3/4 di coda, quindi poco sopra la metà.
Difetti di colore:
Focature non ammesse
Lo Standard di razza ammette 4 colorazioni: bianco arancio, melato arancio, bianco marrone e roano marrone
Sono ammesse diverse gradazioni del colore frumento-dorato. le orecchie possono essere di una sfumatura più scura, ma in tutte le altre parti il colore deve essere uniforme. Toni rossi o brunastri o i colori diluiti non sono desiderati. Una piccola macchia bianca al petto o nella regione della gola, il cui diametro non deve superare i 5 cm, e delle macchie bianche sulle dita non sono penalizzati.
Tartufo in armonia coi colori del mantello; il colore degli occhi verde/azzurro del cucciolo deve scurirsi nel tempo avvicinandosi al colore del mantello.
Patologie più comuni:
Torsione di stomaco
Displasia
Dermatite
E’ una razza generalmente rustica.
Displasia o dermatiti occasionali, magari dovute a intolleranze alimentari, sono patologie non diffuse ma alle quali prestare attenzione.
Costo
600 – 1000 €
600 -1200 €
Mantenimento mensile (per 1 cane sano modello base)
Approssimativamente 100 €
Approssimativamente 70 €
Cane per neofiti
Il vizsla è un cane fantastico per neofiti consapevoli e disposti a seguire un percorso di educazione all’obbedienza di base con esperti del settore, meglio se conoscitori della razza: un bracco ungherese ben educato sarà il perfetto compagno di avventure per grandi e piccini.






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