1. E’ a bassa manutenzione

Ammetto che low maintenance in inglese suoni meglio, ma la forma non cambia la sostanza che il Bracco Italiano di oggi, non richieda opere di manutenzione particolari o a cadenza fissa.

Il pelo corto non richiede toeletta, non va spazzolato tutti i giorni e non trattiene erbacce o porcherie – comprese le perfide zecche che quindi si individuano abbastanza bene, come i maledetti forasacchi.
Optando per un’alimentazione equilibrata, la lucentezza naturale del mantello è assicurata e i problemi di dermatite sempre meno diffusi.
In caso di bagnetto intenzionale o accidentale poi, la mancanza di sottopelo permette un’asciugatura rapida e indolore, in linea con le moderne politiche di risparmio energetico.

Le unghie, alcuni soggetti se le tagliano da soli (soprattutto gli speroni)- ma comunque sono neanche 20 dita, è un impegno che potete sostenere.
Alle orecchie invece bisogna prestare la giusta attenzione, annusandole (eh oh) pulendole e curandole periodicamente per evitare otiti o infestazioni batteriche, ad ogni modo non più che in altre razze.
Se continuiamo a selezionarlo a modino (leggi: uso caccia), non è generalmente predisposto a patologie gravi, eccezion fatta per le displasie e la torsione di stomaco, che tuttavia si può scongiurare con un intervento preventivo e/o un attento stile di vita.
A scanso di particolari intolleranze, figlie della sfiga, ha infatti la selettività alimentare di un tritarifiuti e si presta a nutrirsi di qualunque cosa a qualunque ora del giorno e della notte.


2. L’affidabilità

Che se lo chiedete a me, è la principale caratteristica da ricercare in qualunque compagno di vita.
Nell’accezione più generale e generalista del termine, il Bracco Italiano è un cane buono e, soprattutto nella dimensione quotidiana e familiare, un cane sul quale si può fare affidamento.
Certo un animale è sempre imprevedibile e ogni soggetto ha i suoi trascorsi e le sue esperienze che sta a noi tenere in conto, ma se dovessi tirare una riga sotto la quale piazzare il minimo comune denominatore della razza, direi che la bonarietà sintetizza e racchiude tutti gli aspetti che insieme lo rendono una garanzia in ogni circostanza.

Senza dimenticare che non siamo nel Libro della giungla e che gli animali non sono educatori dei nostri figli, il Bracco è infatti un’ottima scelta per famiglie con bambini perchè si può contare sulla sua gentilezza, l’equilibrio e la giocosità – senza mai sottavalutarne la stazza e gli zamponi.
Allo stesso modo si presta bene a vivere e a lavorare a stretto contatto con altri cani (anche dello stesso sesso) ai quali si lega più o meno velocemente senza isterismi o risse violente.
In certi casi, se abituato e ben gestito, può perfino diventare amico dei gatti di casa.

E’ insomma un cane equilibrato, direi un cane col quale si può ragionare.
Uno di quelli che vive la vita con una passione precisa nel sangue, la quale ne determina gli atteggiamenti e la forma mentis, lasciando fuori ogni tipo di aggressività o territorialità.


3. Il trasformismo

Per essere affidabili bisogna essere prima di tutto intelligenti e così sensibili da sapere “leggere la stanza” per adattarsi di conseguenza.
In questo il Bracco Italiano è l’asso, prendendo facilmente la forma del contesto in cui si trova: sul terreno è un cacciatore caparbio, in casa un membro della famiglia affettuoso e nello sport o tempo libero un complice affiatato.
Non bisogna dimenticare però che questa polivalenza fiorisce dall’intesa e l’intesa si crea lavorando insieme rispettandosi a vicenda, soprattutto nei limiti imposti da educazione e disclipina.
Sono queste le basi per un rapporto equilibrato ma soprattutto per un cane sereno e più libero, anche di entrare in contatto con la propria caleidoscopica personalità.

4. Il rapporto esclusivo

Per il Bracco Italiano di famiglia sarete tutti dei bravi ‘uaglioni, simpatici, raggirabili, divertenti da intrattenere e tutt’e’cose.
Ma ci sarà una persona che lui sceglierà come unico punto di riferimento, alla faccia vostra dei vostri pupazzetti, delle vostre passeggiatine e delle vostre molliche allungate sotto il tavolo.
Nei confronti di quella persona il Bracco nutrirà una devozione particolare, cercando continuamente il suo sguardo, arrufianandosigli ai limiti del patetico, pendendo dalle sue labbra come una sedicenne al primo amore.
Di solito questa relazione profonda e indissolubile si instaura con chi lo porta a caccia e/o con chi gli permette di fare il Bracco. Vuoi che sia un caso?

5. La spregiudicatezza

Quando da bambini mio fratello compiva atti di terrorismo a casa della nonna (spostava un centrino o cambiava canale durante Sentieri) veniva affettuosamente definito “figlio d’un cane!”.
Che in Toscana è usato come sinonimo di spregiudicato, e “spregiudicatezza” da vocablario significa: “ostentata indipendenza e libertà di modi e atteggiamenti“.
Sullo Zingarelli c’è proprio la foto del Bracco Italiano.
Non che gli altri cani si attengano al galateo, ma il Bracco da bravo Italiano medio sembra averlo studiato per calpestarlo meglio: insubordinazione ad ore pasti, frenesia alimentare, uso e abuso degli sfinteri, invadenza e nessun rispetto degli spazi altrui, orecchie da mercante, uso sconsiderato della voce, mattatore mancato, propensione al buttarla in caciara, tendenza all’usocapione, nessuna familiarità col concetto di privacy, sindrome del culo pesante congenita, ficcanasaggine morbosa, recidiva appropriazione indebita, uso del volume corporeo come arma e potrei continuare, ma avete capito.
Per la mia povera nonna, abituata ai Pointer e Setter inglesi del nonno, un Bracco per casa sarebbe stata la materializzazione di un incubo, ma sono certa che in fondo lo avrebbe adorato: come facciamo tutti.

6. La presenza scenica

Fino ad un certo punto è questione di gusto personale: l’estetica del Bracco è particolare e può non piacere. Chi scrive fa scuola.
Però non si può negare che un bell’esponente di razza, dentro al ring come per strada, rubi l’occhio e il centro dell’attenzione come poche altre razze sanno fare.
Un Bracco Italiano bello, funzionale, dall’occhio dolce, la fisionomia possente e allo stesso tempo leggiadra, un bel mantello, un gran movimento e il carattere sereno, diventa subito protagonista.
E al primo passo al trotto, lascia tutti a bocca aperta.


7. Le gestualità


8. La struttura

Per certi versi è ritenuta uno dei punti deboli della razza – a beneficio di chi fosse appena collegato, il Bracco Italiano può misurare fino a 67 cm al garrese e pesare oltre i 30 kg – ma suppongo dipenda da cosa ci piace.
E’ senz’altro vero che un Bracco mangi (e costi mensilmente) più di un Breton o che occupi più spazio di un Setter: masticazzi.
Un Setter è un Setter, un Breton è un Breton e un Kurzhaar è un Kurzhaar, ciascuno coi rispettivi punti di forza a bilanciarne le debolezze e a renderli unici, quindi belli, ognuno a modo suo.
La struttura importante del Bracco, oltre a definirne in gran parte il tipo, non è sinonimo di pigrizia e pesantezza al contrario esprime grande forza, energia, potenza ma anche solidità, classe e resistenza.
Ovviamente a chi è capace di apprezzarla.


9. Il segno che lascia


10. Quando sono cuccioli

Perchè tutti i cuccioli sono belli, ma mai quanto un cucciolo di Bracco Italiano.

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2 risposte a “Altre 10 cose sulla superiorità del Bracco Italiano”

  1. Avatar Marziano Balducchi
    Marziano Balducchi

    E’ sempre un piacere leggere le tue considerazioni sul Bracco. Complimenti.

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    1. Grazie mille Marziano, a presto! 😀

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Commenti

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About Me – chi scrive

Giulia Del Buono, millennial, classe ’86. Toscana per natura, emiliana per amore, cinofila per sempre, nel 2014 ho canalizzato le mie più grandi passioni – foto, cani e scrittura – e ne ho fatto BracchiReggiani. Mi manifesto anche su altri blog e riviste di settore. Dal 2022 sono Consigliere SABI & Segretario SABI International.

bracchireggiani@hotmail.com

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