Dopo il Weimaraner e l’Epagneul Breton, restiamo all’ombra della Tour Eiffel e parliamo di un altro Continentale: il Bracco Francese tipo Pirenei – cane del quale avrei saputo dire meno zero se non fosse stato per Marco Ragatzu, allevatore con affisso di S. Donato, Giudice ENCI, giornalista – ma più che altro Presidente del Club Italiano Bracco Francese – che ringrazio per essersi messo a completa disposizione della mia totale ignoranza, aiutandomi a realizzare un confronto semplice ma utile a presentare questa razza da ferma antichissima eppure poco diffusa nel nostro Paese!



Nome: Bracco Italiano
Gruppo: 7 – Cani da ferma
Sez. I – Continentale Italiano
Attitudine: cane da ferma versatile, specializzato sulla selvaggina da penna tipica dell’ambiente italiano.
Resistente, tenace, adattabile e collegato.
L’andatura tipica è al trotto.
Nome: Bracco Francese tipo Pirenei
Gruppo: 7 – Cani da ferma
Sez. 1 – Continentale estero
Attitudine: cane da ferma versatile, rustico, leggero e muscoloso con evidenti caratteristiche atletiche. Utilizzato sulla piccola selvaggina, si adatta facilmente alle diverse tipologie di terreno. L’andatura tipica è il galoppo veloce. Spiccato collegamento anche nella cerca molto ampia.
Ne esistono 2 tipi:
– tipo Pirenei (più leggero e nevrile)
Standard morfologico
– tipo Gascogne (più pesante)
Standard morfologico

Carattere:
Sensibile, riflessivo, curioso, energico ma anche sfacciato e ruffiano.
Estremamente socievole. Gioiso ed energico. Molto equilibrato e di buona indole. Molto intelligente e di facile addestramento
Adatto alla vita in famiglia:
Affidabile con i bambini (in supervisione):
Il Bracco Francese si inserisce con facilità nel contesto familiare, sia da solo che in presenza di altri cani, anche dello stesso sesso.
Con i bambini è complice giocoso, sempre affidabile e mai offensivo.
Le femmine che partoriscono non sono mai gelose della prole e permettono anche ai bambini di condividere i cuccioli senza manifestare atteggiamenti protettivi nei loro confronti.

Può stare in appartamento?:

Per una questione di mole, soprattutto dell’Italiano, non si possono esattamente definire cani da grembo, ma i bracchi di entrambe le nazionalità si adattano con estremo piacere e inverosimile velocità alla vita dentro casa.
Il Bracco Francese in particolare non è nè chiassoso nè impegnativo, a patto che se ne gestiscano sin da subito l’educazione e le esigenze psico-motorie, che sono quelle tipiche di una razza tutt’oggi selezionata per svolgere un lavoro.
Inoltre vale la pena ricordare che la vita in ambiente domestico non inficia mai le attitudini venatorie del soggetto, bensì rafforza il rapporto tra cacciatore e ausiliare, creando tra i due un feeling particolare ed indispensabile per dedicarsi insieme all’esercizio venatorio.
Potenziale distruttivo:
Mentre la curiosità del Bracco Italiano lo spinge a mettere naso e bocca anche dove non dovrebbe, la compostezza del Bracco Francese lo rende meno faccendone limitandone di conseguenza i disastri domestici. Moltissimo dipende comunque dalla disciplina che siamo in grado di impartirgli e dalle possibilità in termini di spazio e giocattoli che gli mettiamo a disposizione.
Utilizzi:

L’opera di selezione dei cani da ferma per mano dei cacciatori li ha resi poliedrici e capaci di spendere le proprie qualità in ambiti anche molto lontani da quello venatorio.
Il Bracco Francese non rappresenta un’eccezione: trattandosi di una razza affidabile, intelligente, docile e dalla spiccata socialità non fatica a trovare applicazione in contesti di utlità sociale o sportiva. Coloro che non si dedicano alla caccia trovano in questo tipo di ausiliare un compagno giocoso, equilibrato e molto legato al padrone (del quale però non è geloso), ma anche un collaboratore gradevole, intelligente e pratico per un lavoro di ampio respiro.
Con altri animali:

Pur essendo caratterizzati da spiccato istinto predatorio, i bracchi possono convivere con altre specie animali presenti nel contesto domestico. Siccome però non vorrei sulla coscienza il coniglietto di famiglia, il gatto della nonna o il galletto del vicino, sono circostanze che mi sento di sconsigliare, oppure di supervisionare superattentamente.
Con gli altri cani:
Two is megl che uan?
Alla luce della grande affabilità e di un’aggressività intraspecifica ai minimi storici, anche il Bracco Francese ben si presta a convivere e a lavorare con altri cani, questo a prescindere dalla razza e dal sesso. Pur essendo amanti della buona compagnia non risentono comunque della solitudine dei numeri primi, rivelandosi sempre mansueti ed equilibrati.

Addestrabilità (Sciura):
Addestrabilità (venatoria):

A differenza del Bracco Italiano – mentalista pensatore e filosofo, che richiede pazienza e guanti di velluto per essere maneggiato – il Bracco Francese si suol dire “nasca già addestrato” e non necessita di particolari input. E’ sufficiente impartirgli una buona preparazione iniziale sulla base della quale riesce a maturare grazie alla forte passione venatoria.
Di facilissimo approccio anche per il cinofilo alle prime armi.
Performance:
Per molti aspetti le performance del Bracco Italiano e Francese coincidono.
Sono entrambi resistenti, dalla grande adattabilità a qualsiasi tipo di terreno e alle condizioni ambientali, collegati al conduttore e dotati di grande potenza olfattiva. A distinguerli sono invece le dimensioni, l’andatura – rispettivamente al trotto redditizio e al galoppo veloce – la più naturale disposizione al riporto del bracco italiano e la maggiore addestrabilità del bracco francese, ma anche l‘agilità, l’ampiezza di cerca e lo stile di ferma, che nel bracco francese avviene in modo più repentino.




Punti di forza

Intelligenza
Adattabilità
Resistenza
Collegamento
Recupero

Addestrabilità
Velocità
Adattabilità
Collegamento
Espressività della ferma
Abbaia?
Propensione alla guardia:
Visto il carattere bonario, difficilmente i cani da caccia sono anche buoni guardiani. Il bracco francese poi è ancor meno abbaione dell’italiano.
Cura del pelo:
Il pelo non necessita cure particolari, ma ne perde parecchio durante tutto l’anno. La qualità (e l’odore caratteristico) della sua pelle invece dipendono da fattori genetici, ambientali e alimentari.
Il pelo non necessita cure particolari.
Caudotomia (taglio della coda):
Ammessa (osservando le vigenti disposizioni sanitarie) per i soggetti destinati all’impiego venatorio.
Ammessa (osservando le vigenti disposizioni sanitarie) per i soggetti destinati all’impiego venatorio.
Focature:
Non ammesse
Lo Standard di razza ammette 4 colorazioni: bianco arancio, melato arancio, bianco marrone e roano marrone
Ammesse.
I colori del Bracco Francese sono il marrone ed il bianco nelle varie mescolanze.
Preferiti i manti chiari, non preferito l’unicolore.
Non ammesso il nero.

Patologie più comuni:
Torsione di stomaco
Displasia
Dermatite
Non si sono evidenziate patologie di particolare rilevanza e frequenza.
Costo
600 – 1000 €
600 €
Mantenimento mensile (per 1 cane sano modello base)
Circa 100 €
Circa 60 €
Cane per neofiti
Tenendo ben presente la stretta attinenza col mondo caccia per il quale è selezionato, il Bracco Francese rappresenta un’ottima scelta per i neofiti, cacciatori e non.
La grande addestrabilità è il passepartout della razza che la rende di facilissima gestione insieme alla vivace intelligenza e alla spiccata socialità, che ne fanno un affidabile compagno di giochi per i bambini. Il fisico atletico e il forte istinto venatorio poi completano il suo identikit, delineando il profilo di un cane energico e duttile ma anche facile da gestire e pronto a regalare grandi soddisfazioni, non soltanto sul terreno.






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