Debutti e conferme

Per evitare che io mi focalizzi eccessivamente sulle conseguenze catastrofiche che arrecherà alle nostre vite qualsiasi cosa si stia organizzando nella pancia di Olena, le persone che assistono quotidianamente alla mia escalation di follia, organizzano o s’inventano di manifestazioni straordinarie alle quali io dovrei assolutamente partecipare, almeno per levarmi un paio d’ore dai maroni.
Come due settimane fa:

Giulia perchè non vai a Vigolzone?!
Ma perchè devi diventare volgare?
No è vicino Piacenza, c’è il Raduno della SABI!

E’ stato più o meno così mi sono ritrovata a passare un sabato pomeriggio nella campagna piacentina – sempre bella! – per assistere al debutto espositivo di Gina di Montericco.
In previsione della gara abbiamo lavorato insieme qualche volta e siamo diventate grandi amiche, anche perchè è impossibile non innamorarsi di una cagnolona così dolce ed espansiva.
Gina, come i suoi fratelli e sorelle, è una cagna serena, docile e molto sveglia, caratteristiche che abbinate alla morfologia del bracco vecchio stampo, struttura forte e trotto fluente, fanno di lei un valido esponente di razza.
Per lei il raduno è stato il primo vero evento da protagonista e si è comportata decisamente bene, riportando un giudizio Eccellente accompagnato alla riserva di CAC.

Il suo debutto conferma il ritorno sulle scene del sangue di Montericco, con un turn over generazionale che non si allontana troppo dalle sue origini.
Gina infatti è una degli Horcrux, figlia di Gollum di Montericco X Gilda, ed è sorella di Grappo Gino (di cui forse avrete sentito parlare) nonchè nipote di Rosco e Ulisse.
Il suo sangue, rappresenta
un concentrato delle migliori caratteristiche tramandate da Rosco e Ulisse ai loro discendenti, e adesso che anche Ulisse si gode il meritato ritiro dalle scene (per fare il babbo a tempo pieno), vedere questi cani riaffacciarsi sulle scene, ci restituisce grandi speranze per il futuro.

Una che invece le speranze le ha già concretizzate e messe nero su bianco è Circe di Witigenove.
Già pluri Campionessa della qualunque e anche lei nipote di Ulisse, Circe era presente al raduno con la porzione più braccofilia della famiglia Quadri e il figlioletto Bud, soggetto giovanissimo ma molto molto promettente!

Entrambi si sono imposti nelle rispettive categorie, poi la Circe ha pensato di strafare ed è stata proclamata MIGLIOR SOGGETTO DEL RADUNO!
L’ennesima soddisfazione data da questa grande bracca al suo proprietario e ai suoi allevatori, che mentre sale alle stelle, si porta dietro una parte di noi.

Lo scorso week end alle Fiere di Reggio si è ripetuto, per l’ultima volta da 4 anni a questa parte, il trittico di Internazionali alle quali mi fa sempre piacere prendere parte, specie quando non devo presentare Ulisse e Olena.
Domenica era la volta di Bebi e Grappo Gino e io di certo non potevo mancare – questo hanno detto i miei familiari, spingendomi fuori dall’auto in corsa.
E in effetti è valsa la pena essere lì, per assistere alle grandi performance dei nostri beniamini ed eredi.

Bebi ha portato il suo entusiasmo nel ring e si è aggiudicata il 1*ECC + CAC in classe Libera, dopodichè è tornata ad animare gli spalti come il più esagitato capo-tifoseria assieme alla sua inseparabile amica Camilla, in attesa del turno di Grappo Gino.

E il nostro papà in progress ha volato davvero alto.
Dopo uno scrupolosissimo esame del giudice, che addirittura si avvicinava con un aggeggio a misurare proporzioni e altezza al garrese – oltre a verificare l’identità del cane controllando il microchip: praticamente un eroe! – Grappo Gino ha infilato con tranquillità il 1*ECC + CAC, poi il C.A.C.I.B. poi ha trionfato nello scontro con due bianco aranci per la qualifica di MIGLIOR MASCHIO, scatenando un’euforia a bordo ring che neanche a Berlino 2006 dopo il rigore di Fabio Grosso.

D’altra parte siamo braccofili semplici, entriamo e usciamo dal ring, ci mettiamo un quarto d’ora a capire SE e COSA abbiamo vinto, festeggiamo in maniera scomposta, o ci diamo appuntamento in campagna, per goderci i nostri bracchi senza tanti fronzoli, nel posto a cui appartengono davvero.