Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol III)

Ben arrivati al terzo e penultimo appuntamento con lo Standard del Bracco Italiano.

Nel caso vi foste imparati a memoria il testo originale, noterete che alcuni punti sono disposti in ordine diverso: il significato non cambia, che ve lo dico a fà, ma la lettura e l’analisi fotografica a mio parere – che in questo contesto è quello che conta, ah! – risultano più scorrevoli.

Se invece non sei un aficionado del tipo che sei finito qui contro la tua volontà e la cosa ti sconfiffera ma non hai la più pallida idea di cosa io stia parlando, eccoti dei link pronti ad illuminarti:

Il 1* episodio: Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol I)

Il 2* episodio: Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol II)

In English, please (2 in 1): Introducing the Bracco Italiano: PhotoStandard #1

Adesso veniamo a noi.

Cos’è che più di tutto fa bracco italiano? Secondo me la testa e il trotto.
Se la prima definisce il tipo, rende un esponente di razza istantanemanete identificabile, il secondo riempe gli occhi di chi guarda ed eleva il soggetto ad un livello superiore.
Ma così come non tutti i bracchi vantano teste tipiche, allo stesso modo non tutti i bracchi rendono bene in quell’incedere leggiadro caratteristico della razza.
Perchè? Ancora una volta la risposta è: genetica.
Infatti, alla base di una buona andatura naturale, sciolta c’è un corpo ben strutturato, vale a dire un tronco ottimamente costruito e dei rapporti delle estremità corretti.
Se qualcosa va storto, il bracco muove male.
Difetti come gli appiombi sbagliati, il mancinismo e il vaccinismo incidono inevitabilmente sul movimento.

Il bel trotto è quindi diretta conseguenza di una costruzione effciente di cui altrimenti svela le pecche.
E con gli attributi del trottare, in genere, ci si nasce.
Dove non arrivano i geni, qualcuno rimedia con la braga, una sorta di imbragatura che provoca un condizionamento psico-motorio che induce il cane a riprodurre un movimento che di suo non gli apparterrebbe o non manterrebbe abbastanza da renderlo competitivo in gare di caccia a livello intergalattico.
Non entro nel ginepraio del “braga si/braga no” – i nostri cani non ne hanno mai fatto uso – anche se le sue conseguenze a livello di selezione dei razzatori sono abbastanza ovvie, perchè ritengo che ognuno sia libero di fare quello che je pare, che tanto i nodi verranno al pettine delle generazioni a venire.
Vi basti sapere che Ulisse, come i suoi genitori e moltissimi dei suoi figli, è dotato di un bellissimo movimento del tutto naturale – anche i suoi più acerrimi detrattori glielo riconosceranno – che spesso e volentieri ha fatto la differenza dentro e fuori dal ring.

 


Regione lombare
Larga, muscolosa, corta e leggermente arcuata.

Torace
Ampio, profondo e disceso a livello del gomito, non carenato, con costole ben cerchiate particolarmente nella parte inferiore.

 

Groppa
Lunga (circa 1/3 dell’altezza al garrese), larga e ben muscolosa; l’inclinazione ideale del coxale (angolo formato dalla cintura pelvica con la linea orizzontale) è di 30 gradi.

Linea inferiore
Il profilo inferiore, quasi orizzontale nella parte toracica risale leggermente nella parte addominale.

Petto **caratteristica non riportata nello Standard del 2016
Decisamente ampio.

Coda
Robusta alla radice, dritta, con leggera tendenza a rastremarsi, pelo corto.
Quando il cane è in movimento, e soprattutto in cerca, è portata orizzontalmente o quasi. La coda naturale non deve oltrepassare in lunghezza il garretto e rispecchia le caratteristiche sopra indicate. Se accorciata per cause legate alla caccia, in accordo con la salute ed il benessere animale, la coda deve avere una lunghezza di 15-20 cm dalla sua radice.

Garrese
Ben definito, con punte delle scapole leggermente distanziate.

ARTI ANTERIORI

Aspetto generale
Molto liberi nel movimento

Spalle
Forti, fornite di buoni muscoli, lunghe ed inclinate

Braccia
Oblique, aderenti al torace

Avambracci
Robusti, bene in appiombo, con tendini forti e ben marcati.

Gomiti
la punta del gomito deve trovarsi sulla perpendicolare abbassata dalla punta posteriore della scapola.

Metacarpi
Di giuste proporzioni, asciutti, di discreta lunghezza e lievemente inclinati;

Piedi anteriori
robusti, ovaleggianti, con dita ben arcuate e unghie forti ricurve verso il terreno.

Il colore delle unghie è bianco, ocraceo o bruno, più o meno intenso, a seconda del manto

suole asciutte ed elastiche.

Arti posteriori

Cosce
lunghe, non divaricate, muscolose,

con margine posteriore tendente al rettilineo,


Ginocchio
ben angolato

Gambe
forti

Garretto
Largo

Metatarsi
relativamente corti e asciutti

Piede
con tutte le caratteristiche di quello anteriore, munito di sperone, la cui assenza non costituisce difetto. Tollerato il doppio sperone.

Andatura
Trotto ampio e veloce con spinta del posteriore possente e portamento di testa alto col tartufo che in caccia è al di sopra della linea dorsale.

 

TO BE CONTINUED…

Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol IV)

Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol II)

Dal DNA al CAC: lo Standard del Bracco Italiano (vol I)